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metafisica di luce

Inseguire la pittura


>>MOSTRA " INSEGUIRE LA PITTURA"
   
COMUNICATO STAMPA
 
Sabato 8 maggio presso la Galleria Civica di Potenza si inaugura la mostra a carattere retrospettivo del pittore Giuseppe Modica “Inseguire la pittura” Opere 1999 – 2010 a cura di Laura Gavioli.

 

   

Dopo le importanti esposizioni al Complesso del Vittoriano di Roma (2004), alla Galleria Civica di Arezzo (2004), al Loggiato di San Bartolomeo di Palermo (2005), alla Galleria Civica di Marsala e al Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma (2008), viene presentata a Palazzo Loffredo una selezione di circa 40 opere fra le più significative della produzione di Giuseppe Modica nel recente decennio, lavori che inseguono con costanza e perseveranza un’idea di assolutezza ed essenzialità della pittura.
Sin dal 1989 Vittorio Sgarbi nel saggio “L’Ammodicazione del Sogno”, dedicato all’Artista, scriveva: “È difficile sottrarsi al fascino di Giuseppe Modica, un pittore che, da qualche anno, appare con intelligente moderazione, così da determinare ammirazione e aspettativa…Ciò che preme a Modica è evocare, alludere a un intero mondo con limpidi frammenti di visione, smuovere stratificazioni di pensieri ed emozioni sepolte, o forse mai a noi appartenute, ma che egli ci fa credere nostre…”. Successivamente nel 1991 Maurizio Fagiolo dell’Arco nel saggio “Le stanze inquiete”, per la mostra alla Tour Fromage di Aosta, scrive: “Tutte le possibilità della sorgente luminosa troviamo in n quadro di Modica. Luce fiamminga e luce olandese, luce di Antonello e luminosità di Piero; luce tendente allo scuro di Stomer e luce tendente al chiaro di Vermeer. La luce della luce della luce…”
La luce, la memoria e l’immaginazione, componenti fondamentali della poetica di Modica, identificano il senso di questa mostra che insegue la pittura e ne individua le varie coniugazioni ed articolazioni. I 40 dipinti, provenienti da collezioni private, indagano e sperimentano una singolare avventura di luce, attraverso l’evocazione di luoghi della realtà e della memoria e di limpidi frammenti di visione. Un tempo lento della riflessione, quello della pittura di Modica che prende le distanze dal conformismo e dal fragore nevrotico e caotico della quotidianità contemporanea, e che ci invita alla meditazione ed al silenzio, componenti essenziali del vedere. Un pensiero visivo che porta ad inseguire la pittura, a cogliere il senso profondo di un’avventura che invita a guardare lontano.
Scrive in catalogo Laura Gavioli: “L’atto di guardare di Modica, con gli occhi della memoria di una lunga e importante tradizione culturale, genera una pittura evocativa, illuminante, atemporale, perfettamente inserita nell’ambito di una visionarietà che non necessita mai di risposte definitive”.
Di Giuseppe Modica si sono occupati, oltre a prestigiosi storici dell’arte, importanti letterati: Leonardo Sciascia, Antonio Tabucchi, Giorgio Soavi, Massimo Onori.

 
   
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