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messages[1] = "<div id='divJava'>Padre non vedi...? Inizia con queste parole di rimprovero l’appello del figlio al padre. Lasciando un vecchio a vegliare il figlio morto, il padre è andato a cercare un po’ di ristoro nel sonno, spostandosi nella stanza accanto. In sogno il figlio lo viene a trovare e scuotendogli il braccio gli dice: padre non vedi che brucio? Il padre non ha occhi per vedere che cosa? Che una candela si è ribaltata sul corpo inerte del figlio, facendogli andare a fuoco il braccio? Certamente no! Perché èproprio questo incidente a provocare il sogno e il risveglio del padre, che ha così la percezione esatta di ciò che accade nella stanza accanto. Ciò che il padre non vede è il punto da cui il figlio brucia, non già nella stanza accanto con la fiamma attizzata dal cero, ma quel punto del reale in cui il padre ha deposto lo sguardo e dal quale adesso il figlio lo guarda col crepitio bruciante di una fiamma. Dietro l’incidente increscioso del cero rovesciato sul braccio inerte del bambino che prende fuoco, al quale si può subito rimediare rimettendo, per quanto costernati, le cose a posto, c’è un altro incontro, quello che il padre non può che mancare in quanto padre; perché a quel livello, del reale, l’incontro è sempre mancato. Padre non vedi...? La schisi che separa il punto da cui si vede dal punto da cui si guarda è irrimediabile, in quanto ciò che guarda è esterno al soggetto. Se c’è qualcosa che merita la designazione dall’aria un po’ esoterica di oggetto piccolo a è proprio lo sguardo, perché nel discorso comune si fa un po’ di fatica a considerare lo sguardo come oggetto. Lo sguardo è della serie privilegiata di quegli oggetti, con qualcuno dei quali il soggetto, per istituirsi come tale, deve aver fatto l’esperienza di separarsene come dalla cosa più preziosa, restando per questo perennemente sospeso a questo piccolo a. Se si fa fatica a considerare lo sguardo come oggetto è perché nel campo della visione tale presenza è meno sensibile, cioè più facile da disconoscere; in quanto la visione si presta all’equivoco di confondersi con quella presunzione della coscienza di essere trasparente a se stessa. Tutto comincia da Platone che vede il sommo bene nella contemplazione dell’Idea. Il pittore è colui che può toglierci da questo equivoco perché, avendo la facoltà di elevare al massimo grado l’illusione della trasparenza, senza saperlo opera in modo tale che in ciò che dà a vedere è già per noi apparecchiata la trappola, affinché restiamo preda dello sguardo; di modo che, invertite le posizioni, è il quadro che guarda. Qualcosa nella trama del dipinto, non sappiamo bene che cosa e dove, ma ne proviamo il sentimento certo, fa sì che siamo noi a fare da quadro. Questo effetto è dato dalla sensazione che possiamo avere del desiderio del pittore. Giuseppe Modica suole dire che l’elemento specchio nella sua pittura ha la funzione di filtro, del quale la memoria si serve per restituire ciò che è stato ritenuto e messo da parte nel passato più o meno remoto più o meno recente. S’intende meglio questa nozione di filtro riferita allo specchio se si considera che gli specchi nei quadri di Modica presentano sempre una velatura di antico o comunque di corrotto, con un fitto ricamo di macchioline che spesso si allargano o si allungano in macchie più estese. Nella produzione più recente la velatura è data dall’uso di uno specchio improprio, che è costituito di preferenza dalle ante spalancate di una vecchia finestra che si apre su di un paesaggio: un’improbabile vista dal mare, attraverso la finestra di un edificio, di una città costiera; una campagna ordinata dal disegno regolare dei filari di verde e dalle gradinate di un antico anfiteatro coi tempio greco che scolora in lontananza; oppure la Valle dei templi di Agrigento con la città nuova fatta di nebbia aggrumata sullo sfondo — paesaggio che l’occhio può mirare in presa diretta, ma anche di sbieco nel riflesso dei vetri ai quali è il bassorilievo dei battenti accostati a dare la proprietà riflettente. Nell’uno e nell’altro caso l’immagine, passando attraverso il filtro sgranato dello specchio, lascia trapelare la presenza di qualcosa che solitamente è occultato dalla nitidezza e dalla trasparenza della luce. Non è un’esperienza rara che qualche volta l’occhio debba essere protetto da uno schermo per poter discernere ciò che sta sotto un fascio di luce. Non bisogna tuttavia credere che la pittura di Modica presenti una superficie opaca, perché essa al contrario cattura l’occhio con i suoi azzurri attenuati da una paffida luce all’orizzonte e con i grigi brunastri a contrasto con i bianchi prodigiosamente alluminati da sorprendenti falde di sole. Eppure dall’insieme della composizione ci viene la certezza che nella tela il pittore ha messo in serbo per noi qualcosa che ci tiene sospesi, perché in quell’atto stesso in cui il pennello ha lasciato i bianchi e gli azzurri, i grigi e i bruni, il pittore vi ha deposto qualcosa che garantisce la qualità di atto alla sua pittura, che implica cioè il soggetto e la sua divisione. Si tratta di quello sguardo di cui abbiamo già definito la natura di oggetto, già isolato nell’analisi come oggetto parziale, ma meglio individuato da Lacan nella sua funzione di ciò che 'può venire a simbolizzare la mancanza centrale espressa nel fenomeno della castrazione'. Per il fatto di riproporre la castrazione lo sguardo subisce la stessa sorte di disconoscimento dei suoi consimili; ma quando il pittore si spinge oltre il rito rassicurante della contemplazione egli comincia ad avvertire l’ascendente di tale oggetto sul proprio desiderio, al cui centro non può che esserci la mancanza. Nei dipinti di Modica tutto questo si traduce nelle parti sfocate, nelle macchie, nelle screpolature, negli elementi incongrui, in tutto ciò insomma che desta una certa, seppure impalpabile, inquietudine. Questa precessione dell’oggetto sul desiderio è resa sensibile nelle nature morte; quando si ha l’impressione che il cesto di limoni posto dinanzi allo specchio sia piuttosto l’effetto del suo riflesso nello specchio che la causa. Lì nello specchio troviamo gli stessi limoni che, come nuclei di colore in uno stato magmatico di fusione, emettono bagliori di giallo; sicché da quelli pare che si siano originati questi, che vediamo distintamente ben composti davanti allo specchio nel cesto, da dove trasmettono la vibrazione di cosa appena nata. D’altra parte nulla come certi interni di Modica, misteriosi e vibranti per il palpito ancora vivo nell’aria di una recentissima presenza, ci può dire che di li è passato il soggetto. Similmente le ultime finestre di Modica sono atte a rappresentare ciò che Lacan designa come fantasma e cioè la condanna per il soggetto a svanire dinanzi al proprio oggetto privilegiato: quello al quale nessuno sa di essere rimasto sospeso, per averlo staccato da sé come prezzo da pagare per la propria identità soggettiva. Oggetto braccato da Freud nel sogno dell’Uomo dei lupi, dove la schisi tra occhio e sguardo è segnata da una finestra spalancata; di là della quale sei o sette lupi bianchi seduti con le orecchie ritte sui rami di un albero guardano fissamente il soggetto. Poiché questa fissità corrisponde a quella del soggetto nell’esperienza fantasmatica della scena primaria ricostruita da Freud, lo sguardo da un lato si rivela come ciò a cui il soggetto è più propriamente identico; ma dall’altro, come ciò che esprime il suo più intimo godimento, esso deve essere staccato, ritagliato e lasciato cadere. Nel sogno, il soggetto da una parte e i lupi che guardano dall’altra, di là dalla finestra, rappresentano questo distacco; mentre il profilo riquadrato della finestra è il taglio con il quale è stata eseguita l’operazione: taglio sempre beante che, se testimonia la schisi ormai irrimediabile tra occhio e sguardo, certamente è il profilo del soggetto nella sua radice di desiderio. Si tratta insomma di una automutilazione che ha permesso al soggetto di aprire la sua finestra sul mondo, perché il distacco riquadrato del godimento è quello stesso che fornisce il quadro su cui si tiene la realtà. Devo a questo punto precisare che il nostro pittore, per il fatto che sia mio amico, amico di qualcuno cioè che vuole essere lacaniano, non ha l’obbligo di conoscere la dottrina di Lacan e certamente non sa nulla di fantasma e di oggetto piccolo a. Tuttavia credo non gli manchi la sensazione che il desiderio sia la molla della sua arte; e per desiderio intendo quello di cui noi, in quanto analisti, parliamo, che ha le sue radici nell’inconscio e che, paradossale e contraddittorio nelle sue manifestazioni, non gode ordinariamente cli buona accoglienza. Ciò che egli avverte come strano malessere e spinta alla ricerca di qualcosa che, durante la realizzazione di un quadro, non si può mai sapere in anticipo, ma che pure alla fine gli fa dire che il quadro è risolto; questo è il punto di passaggio in cui il desiderio del pittore si apre la strada nel dipinto. Allora le distonie e i contrasti propri al desiderio innervano l’armonia e l’equilibrio della composizione, affiorando alla su perficie come sottile inquietudine e conferendo alla pittura di Modica quel fremito inconfondibile che la caratterizza. Inversamente, il sentimento pacificante di serenità che la stessa pittura sembra trasmettere, almeno a tutti quelli di cui ho potuto raccogliere l’impressione, deriva forse dall’appagamento dell’occhio nella sua attitudine di appetito insaziabile; alla cui voracità il pittore dà in pasto l’esca del 'dare a vedere' per prenderlo nella trappola dello sguardo. A tal proposito Lacan ci suggerisce (Seminario XI, p.l 17) che 'è a questo registro dell’occhio come reso disperato dallo sguardo che dobbiamo rivolgerci per cogliere il motivo appagante, civilizzatore e affascinante della funzione del quadro'.</div>";

messages[2] = "Si direbbe, il suo, un mondo di desolazione urbana, di angoli oscuri e dissestati, nei quali la vita intera sembra sintonizzata sulla cadenza lentissima e spietata dei tarli, sul passo felpato e cieco delle talpe o delle muffe. Dove nulla può più muoversi se non secondo un disegno larvale e tardo, ma che certamente si compirà. Qualcosa come una contaminazione tra vecchio film parigino e crudele fotogramma di fotografo realista americano. Già la luce in questi quadri è sempre notturna, o meglio di quel crepuscolo o tardo pomeriggio che negli anfratti della città arriva presto e dura lunghissimo, scolorito e immoto, come una privazione o una condanna. E non ha riverberi o sussulti: è quieto e opaco, calando come un bagno sordido, un fall-out da cui non ci si salva, e installandosi perpetuo. Anziché esaltare le cose, o almeno i loro contorni estremi, e certe loro materie umbratili, scivola su di esse, le avvolge di una mucillagine tremolante, fino ad intaccarne l’oggettiva consistenza, il positivo vigore. E se certe apparenze s'allentano entro a questo vischio, altre ne risultano come risecchite e volatilizzate in un arido polverìo.";

messages[3] = "Ma non qui si ferma lo 'straniamento' stupefacente di Modica che ancora ad altro mira nella sua sempre spiazzante suggestione, non arrestandosi a rompere le barriere dello spazio, ma a quelle del tempo puntando. È qui, io credo, il cuore della sua complessa pittura, nel tentativo di capovolgere il concetto di tempo o, meglio ancora, di restituirlo alla sua originaria realtà: tempo non come 'misura', ma come 'durata'. […]Ecco che i 'tempi', in cui per nostra limitata dimensione abbiamo sezionato il 'tempo' in ieri, oggi e domani o, al massimo della nostra capacità, in passato, presente e futuro, vengono qui mescolati e restituiti a quella unità che ci sfugge perché di essa siamo solo frammenti. Di questo 'tempo soggetto', unica vera presenza che colma tutte le possibili assenze e le illusioni del quadro, la pittura di Modica si fa documento non solo nel recuperare il passato, o nel testimoniare il presente, ma soprattutto nel porsi come 'memoria del futuro'. Proprio attraverso questo tempo circolare, perenne, eterno, che prima di noi è stato e, già ora e qui, dopo di noi sarà, la realtà e la surrealtà di Modica sconfinano in un territorio 'metafisico' e la sua pittura tende a quella totalità dell’essere e dell’esistere che all’uomo non è consentito di misurare. Totalità di presenze e di memorie, di immaginazione e di quotidiano, di giorni e di cultura, di realtà e di simboli; a questo mira una pittura estremamente letteraria, a questo conduce il suo 'non essere': invita, cioè, a riveder tutto in un’ottica che non sia quella misera in cui, tutto distorcendo, ci dibattiamo; a ritrovar una più ampia misura, nonché del tempo, del qui nostro essere e, finché ci è concesso, del nostro qui esistere.";

messages[4] = "I luoghi eletti di quest’artista singolare, apparentemente sfolgoranti di luce pareva fossero stati improvvisamente oscurati da un’eclisse parziale che ne aveva sfocati i contorni, così che le due situazioni di luce e di ombra finivano per coesistere nella visione totale dei suoi quadri: con la debita conseguenza di provocare un’atmosfera irreale ed inquietante carica di quell’elettricità che abitualmente precede i cataclismi. [...] Ma guardando con attenzione quei luoghi ci si accorge che altri non sono che i luoghi della nostra vita quotidiana, forse troppo crudelmente spogliati e mascherati dei camuffamenti delle convenienze e delle illusioni. E velati da una nebbiolina che nella realtà potrebbe apparire persino irreale (e che potremmo chiamare foschia, caligine o riverbero), ma che nella metafora ci appare densa di avvertimenti.";

messages[5] = "<div id='divJava'>È curioso che la mostra di un pittore di oggi – di un pittore ben lontano dal ricordare e celebrare fatti storici, di una fantasia, piuttosto, che attinge al surreale – faccia affiorare alla memoria, a prima impressione, le parole di uno storico, sia pure di uno storico 'visionario' come Michele Amari. Certo vi ha parte – in questa suggestione, in questo richiamo – il sapere che Giuseppe Modica è nato a Mzara del Vallo trentadue anni fa e che a Ma zara ha passato i primi vent’anni della sua vita, migrando poi a Firenze; ma è soprattutto dai suoi quadri che immediatamente insorgono certi 'attacchi' di Michele Amari, della sua Storia dei Musulmani di Sicilia: poiché l’assenza di queste fantasie, di queste rappresentazioni, si può dire risieda in quel che Vittorini, appunto della Storia dei Musulmani  di Amari, diceva: 'Sembra che abbia avuto per punto di partenza, da come è scritta, una seduzione del cuore, qualche favolosa idea che l’Amari fanciullo si formò del mondo arabo, tra letture di vecchi libri e ricordi locali'. E i ricordi, favoleggiati, trasognati, debbono essere di tenace persistenza a Mazara: primo luogo della conquista musulmana dell’isola e che si può anche dire l’ultimo della resistenza a Federico II. Nelle fantasie di Modica, enormi pietre squadrate emergono dal mare di Mazara a formare fantasmagoriche cale, rifugi non rassicuranti: tutte non si sa se disegnate dalla corrosione dell’acqua o se dall’acqua cancellate - e ne resta qualche traccia - dei rilievi, delle figure e decorazioni che in tempi immemorabili recavano. Alcune sono sovrastate dalle cupole rosse di San Giovanni degli Eremiti, altre da presentimenti di giardini, di agrumeti. I tempi slittano, si intersecano, trovano rispondenze, trasparenze, fusioni. In uno stesso quadro, la luce dà l’illusione di mutare, di star mutando: e che ne ricevano la vicenda i colori, le forme. Grande sensibilità, grande perizia.</div>";

messages[6] = "È difficile sottrarsi al fascino dei suoi quadri azzurri e infiniti, perché lui insiste su diversi luoghi comuni della nostra psicologia e della nostra cultura: il risultato mantiene un carattere di profonda originalità. Certo noi vediamo ciò che sappiamo, ma la forza dell’arte è la conservazione dello stupore del quotidiano, della capacità di meraviglia, principio maturato nell’estetica barocca: 'è del poeta il fin la meraviglia'. Noi restiamo stupiti di fronte ai risultati di Modica. Anche se la meraviglia non è nell’eccesso, nella mostruosità, nelle deformazioni. Dunque Modica passa indenne attraverso il mito del sogno, della luce mediterranea, della metafisica, del surrealismo. Guardiamo e troviamo un mondo che in qualche modo ci appartiene: anche la classicità della Sicilia, la tradizione della Magna Grecia, i templi, il mare, e poi perfino gli ammiccamenti alle mode letterarie incrociati con il fascino delle proprie antiche radici. In un dipinto come la Terrazza di Pessoa vediamo un balcone sul mare con le piastrelle sbrecciate come sarebbe, come è, in un palazzo di Palermo, in una gattopardesca dimora. Ciò che preme a Modica è evocare, alludere a un intero mondo con limpidi frammenti di visione, smuovere stratificazioni di pensieri, ed emozioni sepolte, o forse mai a noi appartenute, ma che egli ci fa credere nostre.";

messages[7] = "Ecco, la grande novità poetica di un pittore nuovo come Giuseppe Modica sta nel dare forma solare ma enigmatica alla vicenda umana calata in un tempo infinito. Tu puoi pensare che sia un tempo infinito e che lo puoi circoscrivere con la tua memoria fino a renderlo riconoscibile. Ma è la faccia apparente dell’enigma che non è subordinato alla storia ma ingloba la storia. A saper guardare si vedrà quanto sia importante la materia che struttura le forme storiche e quelle naturali. Era compatta, ben lavorata quella storica: è ancora in espansione quella della natura viridans. Il mare è increspato da piccole onde ritmiche ma non saprai mai quando si mosse quella che ora batte contro le mura. Quel che è vivo: i vegetali; quel che si muove: il mare e la luce; non fanno altro che acuire la profondità abissale del tempo. Una meditazione sul senso dell’attesa di segni nuovi che potessero entrare nello spazio del quadro, come nella grande e vuota desolazione melanconica delle Piazze d’Italia di Giorgio de Chirico, forse, c’è stata: ma la solarità implacabile ha divorato quel tanto di nordico che era nella Metafisica. La materia va sostituendo la concettualità: la presente stagione e il suon di lei…";

messages[8] = "<div id='divJava'>GEOMETRIA  Ha avuto un periodo iper-realista, Modica; e ne ha avuto un altro astratto-geometrico. Anche a non saperlo, risulterebbe chiaro davanti a un gruppo di quadri 1991. Chiaro e distinto, scompartito e ripartito. Il cielo e il mare e la terra; ma anche le quinte e gli spaccati e il fondale. Precisione e geometria (araba, forse). L'edificio, che più volte appare nei quadri recenti, somiglia a quell'antico tempio palermitano in cui arrivano a coniugarsi il cubo con la sfera. Anche la geometria viene ritrovata nel tempo della memoria.<br>LUCE  Luce diffusa, luce proiettata, luce fredda e calda, luce-colore e colore-luce. La luce affocata del deserto, e quella opaca della tempesta. Tramonto e alba, crepuscolo e mezza luce. Proiezione e luce allo specchio... Tutte le possibilità della sorgente luminosa, troviamo esplorate in un quadro di Modica. Luce fiamminga e luce olandese, luce di Antonello e luminosità di Piero della Francesca; luce tendente allo scuro di Stomer e luce tendente al chiaro di Vermeer. La luce della luce della luce<br>MEMORIA  Avere una terra per memoria: idea lontana di Mazara del Vallo. Il frutto e il fiore: zagare e lumie, fichi d’india. Tornare a un luogo dove ritrovano un nome e cognome la dialettica eterna della vita (Luigi Pirandello) e la pittura plastica e chiaroscurata (Antonello da Messina, Caravaggio) la scultura virtuosistica (Serpotta)... Lo spirito arabo si accavalla a quello romano-imperiale. 1 dolci sono troppo dolci, i profumi troppo profumati, le passioni troppo appassionate, la pittura esageratamente pittorica. In quell’idea affocata (di Africa desiderata) perfino il Colosseo che è a tre passi dallo studio di Modica perde il connotato di romanità per diventare una ossessione mediterranea... <br>SICILITUDINE  Il bello di avere un paese è che, almeno, puoi fuggirne via, aveva più o meno scritto Cesare Pavese. Dopo le orge di internazionalismi, si è capito che le radici sono un fattore positivo nella vita di un artista. Un paese è la scena dei primi ricordi, è il palcoscenico del Rimosso; quasi il telone bianco sul quale si proietta la tragedia dell’infanzia. Un paese come la Sicilia è doppiamente importante. Isola significa 'isolarsi', e allora, 'Sicilia',può anche diventare il doppio della ricerca, la metafora della riflessione e del pensiero. È stato Leonardo Sciascia a parlare di 'sicilitudine' nel bel libro dedicato agli scrittori e cose della Sicilia intitolato La corda pazza. E anche un pittore attivo nel 1991, può rifarsi a quel vero continente percorso da tutti i popoli della terra, 'sequestrato' per alcuni, europeo per altri. Emergono nei quadri di questa mostra l’orizzonte incerto di cielo e mare, l’azzurro e il sabbioso, la spartizione della salina e il vaso di coccio di Caltagirone, il blocco terreo della cava di tufo. ('Vuote le mani, ma pieni gli occhi del ricordo di lei', scrisse l’esule Ibn Hamdis, citato da Sciascia). Ma attenzione, non sono soltanto frammenti d’una propria vita vissuta, sono la parafrasi di quello che sempre è stata la pittura. Una volta hanno chiesto a Giorgio de Chirico se i suoi cavalli o i suoi archeologi fossero un discorso classico, e de Chirico rispose che no, che erano frammenti della sua Grecia e quindi semplicemente della sua vita. Tutta qui la 'sicilitudine' di Modica: quei luoghi e quegli oggetti accuratamente esibiti sulla tela sono nient’altro che l’esca della sua memoria, le spie del piccolo mondo conosciuto al quale si aggrappa, sono il passato del suo presente.<br>SPECCHIO  Guardo La stanza dell’inquietudine dipinto nel 1989. Su una parete, che è un mezzo fondale, è poggiato un tavolo con uno specchio. In quello specchio si raddoppia il nostro spazio: rispecchia un altro pavimento, uno stipite e il mare all’orizzonte. Sulla destra, si prolunga la veranda verso un mare: che è uno specchio. L’azzurro diffuso si placa come in uno specchio, oscuramente. Il pittore ricava abilmente un quadro nel quadro: un’altra rappresentazione che raddoppia il doppio. E il quadro è tutto lì. In quella slittante presenza di una assenza. Nell’enigma del non detto (ma rappresentato due volte). In quei frammenti di mondo che, ritrovandosi, si perdono per sempre.</div>";

messages[9] = "<div id='divJava'>«Caro signor Fernando, questo Natale non ceneremo assieme nella nostra solita trattoria. Vado a passare qualche giorno di vacanze, almeno fino a capodanno, a Cascais, in una casa che appartiene a una ditta di import export italo-portoghese, la Modica & Guimarães Limited, che intrattiene ottimi rapporti con la ditta presso la quale lavoro io. Il signor Vasques, mio capufficio, ha in custodia le chiavi della casa, perché i proprietari, che vivono a Parigi, vi passano solo qualche settimana durante l’estate. Credo che la casa presenterà qualche inconveniente, perché non c’è riscaldamento ed è disabitata da molti mesi. Inoltre i pavimenti sono in cattivo stato e non c’è corrente elettrica. Ma credo di potere ovviare cestendomi con abiti caldi e portandomi un lume a petrolio. Come avevo detto l’ultima volta che ci siamo visti, è mio desiderio descrivere un’alba e un tramonto sul mare, perché vorrei osservare direttamente le diverse gradazioni di luce che si verificano in questi momenti del giorno. Ora pare che la casa in cui vado a passare le mie vacanze abbia un bel terrazzo che si affaccia sul mare, e passando qualche ora sul terrazzo non mi dovrebbe essere difficile descrivere con una tavolozza di parole le luci dell’alba e del tramonto. Per chi scrivo e perché scrivo, caro signor Fernando? Se me lo chiedesse  non saprei darle una risposta. Scrivo per me solo, certo, perché io sono il mio unico lettore, e non ho desiderio né ho mai pensato di pubblicare ciò che scrivo. Scrivo dunque per raccontare a me stesso, come se fossi un altro, le cose che io stesso penso in questa mia vita di solitudine; oltre che placare l’inquietudine che accompagna le mie notti. Le faccio i migliori auguri per questo Natale, uniti ai migliori voti di un buon 1935. Suo Bernardo Soares »</div>";

messages[10] = "<div id='divJava'>Tutte le tele di questo artista, che sa impugnare il pennello come pochissimi altri, convergono verso un baricentro di felicità impossibile, quella di un’infanzia improbabile, senza gridi e smemoratezze, in un mondo non più salvabile dai bambini. Una felicità che, insomma, pur essendo contemplabile, e quasi a nostra disposizione, non potrà più essere appannaggio degli uomini, ma, forse, solo di qualche divinità minore e imperfetta, la quale sia capace, nella sua eternità, anche di immedicabili malinconie. Ecco perché certe icone di Modica, che potrebbero appartenere ad un trovarobato novecentesco (un vecchio mobile, uno specchio sgraffiato e arrugginito, un vaso, qualche natura morta), sono invece la necessaria traccia di una pienezza esistenziale che è andata perduta per sempre. Abbiamo citato, per comodità del lettore, solo opere pubblicate nel catalogo Fabbri, ma non sarà inutile aggiungere che in questi anni, pur non cedendo nulla della loro utopica luce, i paesaggi di Modica siano incalzati dall’ingiuria del tempo: mentre la presenza del mare si riduceva, e quei miraggi si assottigliavano, gli interni disabitati, coi maiolicati sempre più devastati, sembravano come moltiplicarsi in specchi ogni volta più opachi, quasi la luce fosse assoggettata ad una impercettibile cancrena. È, questa, una tentazione di lutto che, prima o poi, finisce per impadronirsi di quasi tutti gli artisti isolani, pittori o letterati che siano, non importa quanto luminosi fossero stati i loro esordi. Dalla Sicilia, dal suo destino di offese, un siciliano, forse, non potrà uscire mai: questo almeno ripeteva Leonardo Sciascia, che di Modica è stato ammiratore. Ed è a causa di tale tentazione di lutto che, in queste tele, Ma zara diventa una ferita di luce.</div>";

messages[11] = "<div id='divJava'>L’unico mare che mi è entrato in casa, proprio fisicamente entrato in casa, è quello dipinto da Giuseppe Modica, siciliano di Mazara del Vallo. Dove sono stato, un po’ di corsa, quando ero in Sicilia per scrivere e fare fotografie per un libro su Renato Guttuso. C’erano tante barche da pesca, tantissime cassette per il pesce appoggiate ai muri delle case intorno al porto: e dei pescatori ai quali, sono certo, l’acqua del mare non sarebbe certamente entrata in casa perché avevano ben altro da fare che guardare quadri. Questi dipinti da Modica negli ultimi anni che sono quelli di adesso mi sembrano ancora più dentro casa di quelli che avevo amato una decina di anni fa. Perché in quelli il mare era visto da lontano, da uno che sta affacciato alla finestra, o si cuoce al sole quando sta in terrazza e laggiù c’è il mare. Scrissi che, nella lontananza delle architetture che si ergevano come contrafforti, per sorgere dal mare come muraglioni di una difesa dal nemico, avevo visto una fortezza Bastiani, quella del Deserto dei Tartari di Buzzati. Sul mare. Adesso Modica si è tirato dentro casa per far arrivare le rifrazioni che gli specchi possono dare di quella doppia vita che sta fuori, laggiù dove si vede sempre l’acqua azzurra del mare e l’azzurro dei pavimenti, delle mattonelle, e dei riflessi che la luce del giorno dà, infilandosi come una lama, nel costato di chi guarda. Che bei corpi vedo, oltre alla forma delle stanze che gli fanno da supporto: corpi femminili ben disegnati, e ben dipinti. Cosa non più facile visto che la pittura, l’arte della pittura, sta trascurando, come si fosse pentita di aver tanto guardato, come è fatto un corpo di donna, e non ha più la cognizione di quello che si lascia guardare per lasciarci di stucco. Io, lo confesso, sono ancora attratto da come è fatto il corpo di una donna anche nei quadri; da come sta disteso, sempre nei quadri, il mare, quando la sua acqua è ferma immobile come se nessuno stesse remando laggiù in fondo: ma se una finestra, o uno specchio, mi riflettono la vita di una stanza, mi sento ancora meglio. Bei quadri, belle somme di architetture, bei ricordi che stanno nella testa di Giuseppe Modica il quale, per nostra fortuna, quando ha dei ricordi netti, li dipinge per farci stare in casa. Davanti all’acqua. Quella che, silenziosamente, mette i piedi nelle nostre case.</div>";

messages[12] = "Lo specchio, dove Modica ha toccato e tocca punte memorabili, oggi è forse il luogo di massima concentrazione dei suoi pensieri poetici, ma non è il solo. Sono tanti i paesaggi degli ultimi anni dove l’estaticità, che nel suo mondo è una delle corde più tese, si spiega ampia. L’immensità, la grande distanza, le terre remote avvolte d’aria e di luce sono da tempo spazio dei suoi sogni, suo modo di esprimere l’inesprimibile. Prima egli vi cercava invisibili presenze altre, difficoltose e criptiche,  e non omogenee, diremmo, alla profonda autenticità del suo essere. Ma in un Entroterra  del 1991, o in una Finestra sull’entroterra del 1992, la piana sconfinata che si stende dal secondo piano dell’immagine verso un lontanissimo orizzonte, subisce il fascino di certe vastità frequenti nella storia dell’arte, non tanto quattro o cinquecentesche, quanto ad esempio friedrichiane, le quali, rispetto a quelle, tanto più risentono la suggestione di un oltre che ci sovrasta. Se il maestro siciliano tende anch’esso a quanto trascende la quotidiana esperienza, egli tuttavia non si allontana dal mondo. La sua pittura, specialmente in questi anni Novanta, muove dall’interno di quell’esperienza, ma ne indaga – anzi ne è quietamente ossessionata – il mistero, le intime pieghe, quanto disegna la sua trama non con le cose ma col loro senso e appunto col loro mistero: quel senso e quel mistero Modica, senza violarli, sublimandoli, mirabilmente consegna all’immagine";

messages[13] = "<div id='divJava'>Specchio: «Vedi, mi collocano davanti al mare per far entrare il mare nella stanza. Io sono già nella stanza, e da qui vedo il mare. Adesso anche il pittore vede il mare, lo vede per come effettivamente è. La potenza del reale, la sua impronta precisa, scandita, priva di dubbi. La pittura deve riprodurre il reale, non lasciarsi incantare da certe sirene che alimentano solo dubbi e portano su strade cattive, lontane dalla verità. Perché vuoi che il pittore si disperda? …E io la riproduco uguale, proprio identica nelle sue fattezze, non la turbo con alcun marchingegno o sovrastruttura del pensiero. Vorrei dire che quasi la fotografo, la fotocopio, la imprimo nella retina. Un doppio della realtà, che sulla mia superficie trova un nuovo incanto».<br>Miraggio: «Io non credo a quello che dici, anzi ti capita di vaneggiare, di negare l’evidenza. O meglio, l’evidenza della non evidenza. La realtà non è la realtà, e tu non ne sei il doppio. Un doppio di realtà, intendo, quindi riprodotta tal quale. La realtà si trasforma da quando si lascia vedere, non è più la stessa, viene per folate, turbamenti dell’ombra che non appare. Perfino la conoscenza ne risulta mutata. Non si vede più per come si conosce, ma occorre trovare altre misure, inaspettate, variabili, mai definibili. E con questo la saluto, la tua realtà, specchio; e la sua fedeltà»<br>Specchio: «Ma come puoi pensare che la realtà non sia dalla sua immagine e quell’immagine non sia la realtà? Io conosco solo le forme del visibile...».<br>Miraggio: «Eh no, il visibile è soltanto la via d’accesso all’invisibile. Mi spieghi perché altrimenti il pittore si ostinerebbe a inventare quello che non c’è, e proprio attraverso te lascia che nelle stanze aperte verso il mare entri davvero l’acqua del mare? Non vedi, cattura il silenzio, poi lo dispone sui muri tarlati, e quei muri sono la sabbia, un muschio febbrile che su tutto attecchisce. Quelle macchie sono il tempo che si confonde con la vita. Ancora una volta miraggio. Ma, adesso, non più solo un fatto della visione che s’inabissa e scompare alla visione stessa, ma un fatto dello spirito.»<br>«…Ma poi la tua benedetta realtà lui la strapazza, la dipinge in un altro modo, se ne dimentica, e alla fine di realtà nel quadro non ce n’è neanche una virgola. Finge di dipingere un paesaggio, e invece se ne frega. Si inventa paesaggi che non ci sono anche se sembrano reali. In questo, devo dirlo, è un vero maestro. Ma è come se fosse già passata tutta la storia, tutto si fosse compiuto, e più nulla ci fosse da vedere. Allora il vedere è già cosa del tempo, è già dentro il tempo, e la visione è come ti dicevo un fatto dello spirito. Non ostinarti a negare quanto risulta dall’opera, perché l’opera è infine una solitudine, un silenzio, un avviso, una dichiarazione d’amore. L’opera non finisce davvero mai, e in essa c’è tutta la ricchezza possibile della pittura, tutta la sua estensione nel tempo e nello spazio».</div>";

messages[14] = "Modica sta dentro la sua stanza e da lì osserva. Nel suo lavoro c’è una logica analoga a quella della Finestra sul cortile di Hitchcock: per quanto ci si possa sporgere, sforzandosi di guardare oltre il limite consentito dalla finestra della nostra camera, non sarà possibile allargare il campo visivo nemmeno di un millimetro. Cosi è, e cosi resta. Certo si potrebbe cambiare luogo di osservazione ma non in un’idea estetica. L’arte può ben essere una costrizione e, anzi, spesso e volentieri lo è. Del resto non è strano. Se si crede alle possibilità dell’arte, si deve credere anche alla necessità dell'arte stessa e l’idea della necessità confina quasi con quella di costrizione, senza nessun contrasto con il principio, certo irrinunciabile, della libertà delle idee, perché queste costrizioni sono creazioni, appunto necessarie, dell’artista e non c’è migliore libertà di quella che ci siamo imposta. Non è certo monotona la serie serratissima dei dipinti che Modica è venuto costruendo negli anni, ma è evidentissimo come, tutti insieme, questi dipinti rendano l’idea di un diario visivo, dove i temi si accumulano, si confrontano, si integrano. Chi esamina il complesso delle opere scopre una continua, lenta ma inarrestabile transizione, condotta con una coerenza e una dedizione che ricordano la mentalità di Mondrian negli ardui anni della maniera astratta. Nella imperitura dimensione della classicità, non certo contraddetta ma anzi riconsacrata da certi nostri grandi maestri dell’informale, Modica lavora con la coscienza del saggio che, individuato il proprio campo visivo, vi abita con convinta attenzione e sprofonda sempre più nel materiale che ha predisposto.";

messages[15] = "<div id='divJava'>Nei dipinti di Giuseppe Modica la realtà vive nel tempo silenzioso di un sogno diurno, che accorda la tensione verso gli accadimenti della natura agli eventi interiori. Sembra di contemplare il primo mattino del mondo, in paesaggi dalla bellezza imperturbabile, spogliati di ogni consuetudine eppure tangibili, luminosi nello splendore cristallino della loro genesi. L’esattezza mimetica della resa pittorica ferma il tempo, lo spoglia della sua durata, per non conservare che l’idea secondo un processo di simbolizzazione, per cui ciascuna entità é vera ma designa una realtà che la trascende. Bandito ogni sviluppo di carattere narrativo, ogni immagine si iscrive in un 'altrove'. Anche se nell’itinerario di icone destinate ad assumere un’essenza che annulla la labilità dei fenomeni, rimane determinante la presenza di luoghi che costituiscono il nucleo primo dell’identità dell’artista, la radice di una creatività che concilia originalmente la sua terra ai percorsi della sua psiche. L’occhio del pittore coglie il pulviscolo della luce, la sua vibrazione, reinventa il rapporto con le cose, ne cattura il mistero. Anima uno spazio poetico nel quale affiorano frammenti di memoria, attinti ad una fonte segreta, resi dinamici dalla forza dell’immaginazione. Non si pone direttamente di fronte al suo mondo ma dopo essersene lasciato penetrare, ne trattiene le qualità più sottili, facendole brillare nella luce del ricordo, trasfigurandole sulla superficie di uno specchio. Specchio talora limpido, talora sottilmente corroso, destinato ad inverare l’essenza di un universo che prende coscienza della sua bellezza. Strumento rivelatore di verità, simbolo della conoscenza di sé, veicolo di illuminazione, lo specchio racchiude un mondo impregnato di una sorta di narcisismo cosmico. E l’acqua, uno degli elementi chiave della pittura di Modica, é altro specchio nel quale far affiorare il proprio mondo interiore. Allo stesso modo, immergersi nell’infinito di un orizzonte significa alludere al mistero del destino umano.Il compenetrarsi nel dipinto di una superficie riflettente e di una spazialità evocata crea un rapporto complesso fra la fantasmagoria di un sogno e la nettezza prospettica di un ambito misurato. Le immagini si organizzano secondo una geometria rigorosa, anche se enigmatica. Ciò attesta, oltre alla volontà di indagare i recessi del profondo, la presenza di una coscienza vigile, che attribuisce anche agli elementi visionari una loro concreta sostanza, mai antitetica alla consistenza della materia di cui è costituito il reale. Poiché l’artista non conosce regione interiore cui non corrisponda una solida, compatta essenza vitale. Mentre la densa componente onirica si iscrive nel cerchio di un esperienza dell’assoluto.</div>";

messages[16] = "<div id='divJava'>Il mare di Modica è presenza ineludibile e pervasiva, cifra inconfondibile della sua città di nascita, referente segnico di una Mazara confine e frontiera. Quanto più esso è presente nell’orizzonte quotidiano, tanto più sembra essere assente e sfuggente proprio perché reificato nell’abitudine che opacizza lo sguardo di chi vi vive accanto e non ne sente più il rumore. Punto di fuga prospettico, il mare è esso stesso specchio che occupa le stanze, invadendo nel gioco dei riflessi pareti e pavimenti, fino a confondere le sue lievi increspature con i motivi e i disegni delle mattonelle, fino a corrodere nella liquida inafferrabilità dei suoi flutti l’aspra roccia dei paesaggi e delle architetture istoriate dal tempo. Così il mitico Cola Pesce può nuotare tra le onde iridescenti delle superfici musive, mentre splendide acque di cobalto sembrano plasmare e secondare il corpo mollemente sdraiato della Modella nell’atelier. A guardar bene, il mare dipinto da Modica non è molto diverso da quello descritto da Vincenzo Consolo in  Retablo: 'Era il tripudio là sopra il colle e il tempestoso mar pietrificato di luce e di calore, l’incandescenza immobile nel cielo di smalto bizantino o musulmano'. Un mare, dunque, che scolora nella pietra,  sfuma nel cielo, si fa e si disfa nella luce in un continuum di passaggi cromatici sospesi tra la smaterializzazione dell’acqua  e la liquefazione della materia. Anche quando non c’è, del mare restano i segni, nel salnitro che per effetto dell’ossidazione sembra distillarne la memoria, nelle conchiglie che ne restituiscono echi e risonanze, nei pesci morti sui parapetti. Modica ci conduce pertanto ai luoghi dove la pietra diventa segno umano, reminiscenza di antiche civiltà mediterranee, ideogramma della sovranità e della sacralità. Su tutti i suoi paesaggi si accende il colore meridiano dei tufi, si addensa la polvere che sale dalle cave, si sgrana la tessitura  compatta delle imponenti pareti come a voler portare alla luce labili e ambigue tracce di scrittura. Di pietra non sono soltanto le torri e i bastioni aggrediti dalla corrosione, gli speroni e i contrafforti che s’innalzano in ardite prospettive verticali. Di pietra sembrano essere perfino i giardini pensili, il cielo eguale e il mare immobile. Nella pietra, immagine primordiale del riparo, paradigma della permanenza e della lunga durata, Giuseppe Modica ha racchiuso il  senso profondo del mistero e dell’attesa, quella forza prigioniera del tempo che affonda le radici nella memoria e dà vita e forma ai luoghi elettivi della sua pittura.</div>";

messages[17] = "L’aria rabbrividisce vitrea, in questo annuncio di sera siciliana sospeso fra toni madreperlacei e chiarori evanescenti. Resto ammutolito a guardare l’azzurro del mare disfarsi in un’insolita processione di ombre, i primi bagliori delle case accendersi e spegnersi di là dal molo, le barche e i pescherecci resistere come fantasmi nel pulviscolo lattiginoso sceso come un sipario su quell’improvvisato palcoscenico che è ora l’orizzonte.<br>[…]Spingendosi in profondità, ecco, invece, un certo ansioso smarrimento annunciare, sotterraneo, l’arcano dissimulato di quella che altro non è se non un’assenza apparente, germinata fra archetipi ed eterne suggestioni, nella quale subito ritrovi motivi trascendenti e pretesti laboriosi, al solito compenetrati all’ossessiva presenza dei due elementi che, nel consueto esercizio espressivo dell’autore, più e meglio di ogni altro esprimono un sostrato fortemente simbolico: lo specchio e la finestra. Sono infatti questi, da sempre, i termini più intimi e suggestivi della pittura di Modica, i riferimenti che egli ha scelto per guardarsi e per guardare, in quella che appare come una quotidiana, ostinata ricerca d’essenze e di fatti misteriosamente evocatori.<br>Poi c’è il Mediterraneo. Un mare che forse non è un mare, ma, chissà, l’azzurro diaframma che ci separa da un altrove mitico, nel quale inconscio e immaginazione ripetono curiosi rituali a dispetto della logica. È la luce, una certa luce, che registra con sensibilità questi subliminali episodi, e poi li trasferisce, lenta e precisa come una vecchia clessidra, all’opera di cesello del pittore, il quale ne discerne l’essenza in mezzo alle più impercettibili rifrazioni.";

messages[18] = "<div id='divJava'>Oggi Modica, specie con gli ultimi inediti lavori, fa un passo ulteriore verso quell’ idea proprio della 'pura' pittura in sé e per sé, di elementare semplicità quando si tratta di enunciarla e di abissale complessità quando si tratta di attuarla. E’ lecito dire, di fronte ai quadri di questo tempo recentissimo, che si è acuita in Modica l’ ansia della essenzialità che lo induce a trattare la superficie dei  quadri come se il pittore vi vedesse depositata dentro una rimeditazione del suo stesso fare. Quasi che Modica ambisse a essere sé stesso e, insieme, un altro che torna sulle sue cose e le riconsidera. Quasi un passaggio, intimamente sentito, dalla visione diretta, che  ha caratterizzato una sua lunga fase, alla visione riflessa. E riflessa nel senso letterale del termine perché il maestro vede attraverso lo specchio e consuma il dipinto come se la sua visione si frantumasse in tante schegge cristallizzate sulla superficie del quadro. Ripensa e rivive e dentro questa 'riflessione', intesa come metafora e come modalità di stesura delle opere, emergono anche suggestioni remote come il Sole di Pellizza da Volpedo, sfavillante o calante, ma energicamente inserito nello spazio della tela . E riconsidera, Modica, anche la sua idea, molto particolare, di autoritrarsi con la modella in un fluido luminoso morbido e mosso che restituisce una immagine di pienezza, di beatitudine visiva. Si ripresenta un argomento tipico per Modica, quello inerente alla veridicità dei luoghi che rappresenta e subentra una  precisa impostazione che allontana  sempre più la possibilità di riconoscere un sito vero. E questa precisa impostazione è nell’ idea di scompartire lo spazio del quadro quasi a farne un polittico antico rimeditato attraverso una griglia che proviene, in realtà, dai domini dell’ astrazione, dal retaggio di tradizioni che risalgono fino al tempo di Mondrian. Le visioni dei mari e delle città lontane vengono letteralmente organizzate dentro bordi e margini, percepiti come a rilievo e dentro questa concezione torna proprio il modello iconografico della Stanza della pittura, un Atelier anch’esso rimemorato attraverso un cristallo che fa vedere l’ immagine complessiva dentro uno specchio basculante e la figura del pittore, nel passaggio dal bozzetto alla versione grande, quasi si ritira dietro il cavalletto, lasciando sul quadro un senso di quieta discrezione, di confortante coscienza di sé.</div>";

messages[19] = "<div id='divJava'>Giuseppe Modica è la dimostrazione vivente di come si possa essere intellettuali e ricercatori visivi senza necessariamente usare strumenti espressivi diversi da quelli della tradizione. E di come sia sbagliato  incartare gli artisti dentro etichette riduttive e fuorviati fuorvianti per cui – tanto per dirne una – un pittore figurativo è necessariamente tradizionalista e un videoartista è necessariamente innovativo.<br>Ora l’opera di Giuseppe Modica anche per questo è interessante perché dimostra una persistente intenzionalità innovativa (modernista, persino neoavanguardista) perseguita attraverso la cocciuta resistenza alle lusinghe delle mode e del mercato da un lato e, dall’altro, attraverso l’esercizio quotidiano e certosino di una pittura che è meditazione e ricerca, sensualità e compassione, ma anche ragione pitagorica e illuminista. Un oggettivo sovversivismo percorre l’opera e l’investigazione di questo umanista appassionato e radicale. Suo malgrado Modica è un giacobino della pittura, della qualità e dello stile intesi come contributo personale al grande cammino che l’umanità ha intrapreso a partire da Altamira, non solo per contentare committenti e far marchette (tra virgolette) ma per andare avanti, progredire e staccarsi di dosso l’idea della morte. Insomma per vivere piuttosto che sopravvivere.<br>Il concettualismo di Modica, reso caldo dalla sua 'sicilitudine', è appunto tale perché sceglie la strada personale di una pittura che non è  realista né visionaria, non è epica né intimista, non è espressionista né surrealista e nemmeno metafisica nel senso stretto del termine. E lo fa, facendo tesoro della lezione di Duchamp, o meglio di ciò che di Duchamp può essere conservato e sviluppato senza che l’arte ne muoia. E cioè la centralità dell’idea, del pensare rispetto al fare. In questo senso il pittore di Mazzara Mazara del Vallo è ideologico. Nel senso che la sua idea della pittura viene prima della pittura stessa e coincide con quella di qualità e di stile. Che questo si sostanzi in atmosfere calde e seducenti non significa nulla. Non è il reclutamento delle percezioni sensoriali lo scopo che l’artista si propone. Del resto, anche se i sensi fanno parte della vita,  la loro proiezione corticale non è distante dalle zone della corteccia cerebrale che presiedono all’ideazione, alla formazione del pensiero. Per dirla più semplicemente: è anche con il cuore che si pensa. Chiedetelo a Feyerabend, il padre dell’anarchismo epistemologico, se avete dei dubbi, o a Renato Caccioppoli che conciliava musica e matematica insegnando ai suoi studenti che il miglior matematico non può non essere - prima - un poeta.<br>Modica fa parte di quella schiera (speriamo) interminabile di uomini che prendono le mosse dal pensiero del più grande dei meridionali: Giordano Bruno. Un pensiero grande e unitario, insieme spiritualissimo, pre-scientifico e carnale. Un po’ come la pittura di Giuseppe, appunto, che è insieme emozione e ragione, emozione ragionata e ragione emozionante. Che non è occasione di svagoma, semmai, di infaticabile rovello sull’enigma di sempre: che cos’è la pittura e perché riesce a resistere persino allo sviluppo onnivoro della tecnoscienza e a quello caotico e anaplastico della comunicazione. Modica sa bene che nulla si crea per partenogenesi, che l’arte non segue 'diagonali ascendenti e che il tempo nell’arte'è un circolo che ritorna al punto di partenza' (Argan). Per questo segue la sua strada guardando avanti senza trascurare quello che c’è alle spalle e di lato. Non rinnega i suoi maestri perché non ha il complesso del “passatismo'. Parla con affetto filiale di Piero della Francesca e della grande tradizione fatta propria da De Chirico e dal Realismo Magico, attraverso la lezione neoimpressionista di Seurat e quella del Divisionismo di Pellizza e di Morbelli. E non solo ne parla, ma intrattiene con essi un dialogo  continuo un po’ come fece Antonello da Messina, suo conterraneo, con i maestri del suo tempo.</div>";

messages[20] = "<div id='divJava'>Forse non tutti sanno che il Mar Mediterraneo si trova nei paraggi del  Colosseo,  al secondo piano di un vecchio palazzo situato in  un suggestivo  quartiere romano, in prossimità delle basiliche di San Clemente e di San Giovanni in Laterano. Una carta geografica che varrebbe la pena di riscrivere, perché lo studio di Giuseppe Modica, usando una metafora messa in atto dal pittore stesso, è la  “stanza in mezzo al mare', la sua isola, il suo liquido campo magnetico.<br>“La testimonianza più bella sull’immenso passato del Mediterraneo – scrive il grande storico francese Fernand Braudel – è quella che fornisce il mare stesso. Bisogna dirlo e ripeterlo. Bisogna vedere il mare e rivederlo'. E proprio lì, in quello studio, dove ogni dipinto diviene una finestra aperta sull’azzurro e sulla luce, ti accorgi di sentire il mare, un mare che non è più quello della realtà e neppure la sua rappresentazione, ma un’altra cosa ancora, sospesa nello spazio intermedio che vi intercorre, come solo un grande pittore riesce a svelare.<br>La quintessenza della mediterraneità è dentro una stanza che è l’atelier dell’artista, intrisa di mondi medio-orientali, romani e greci, di continui rimandi che accennano tanto all’instabilità dell’acqua come delle cose,; una stanza che ci lascia comprendere appieno, attoniti e immersi, il fascino acquoso e solare del “continente liquido', come Braudel amava definire il Mediterraneo, ampio bacino che mette in contatto l’Europa, l’Africa e l’Asia, antico crocevia di razze e di civiltà. Ed ecco, che nella stanza del pittore,  alle bianche saline, fanno eco le piramidi egizie, così come alla solare rotondità dei limoni, dono degli arabi, le circolari cupole islamiche, ed alla morbida pienezza delle nuvole che transitano e si riflettono sui vetri, quella delle dolci e levigate sinuosità femminili, non di terrene creature ma piuttosto di dee, appartenenti a questo stupefacente olimpo che va da Gibilterra al Bosforo, in un lungo perimetro di coste, in cui si affacciano popoli europei,asiatici ed africani.<br> Giuseppe Modica è nato a Mazara del Vallo, e questo è il mondo che si porta dentro, e che ci restituisce, integralmente riscritto sul filo della memoria e dell’immaginazione. La memoria è ciò che rimane del passato, la traccia di quello che è stato, la sua rifrazione, che trova nello specchio, l’ artificio scenico reiterato dall’artista  per sottrarsi alla rappresentazione descrittiva della realtà: un riflesso è in fondo solo un riflesso e non può certamente disturbare nessuno! Ma se la memoria è il congegno a scatto che tira fuori i contenuti, l’immaginazione è la novità di un contenitore fatto di inedite spazialità. E’  la capacità di riscrivere, di reinventare un luogo, rigenerandolo pittoricamente, determinando la poeticità di una visione che è altra cosa dalla realtà.</div>";

//-----BIBLIOGRAFIA-------//

messages[21] = "<font color='#ffffff' size='2'>R.CERTA</font>, testo in catalogo, mostra personale, Galleria C.F.T., Palermo.<br><font color='#ffffff' size='2'>D.TUMINELLO</font>, testo in catalogo, mostra personale, Galleria C.F.T., Palermo.";

messages[22] = "<font color='#ffffff' size='2'>E.NATALI</font>, testo in catalogo, mostra personale, Galleria La Stufa, Firenze";

messages[23] = "<font color='#ffffff' size='2'>A.B.DEL GUERCIO</font>, testo in catalogo “Pratestate '80”, Prato";

messages[24] = "<font color='#ffffff' size='2'>R. BIASION</font>, L'altra  realtà, in  “Oggi “, aprile<br><font color='#ffffff' size='2'>R. FEDERICI</font>, testo in catalogo, mostra personale, Galleria  La  Soffitta, Sesto Fiorentino.<br><font color='#ffffff' size='2'>G. MASCHERPA</font>, Padri nobili e sofferte incomunicabilità  in  sei giovani pittori d'ingegno a Pistoia, in “L'Avvenire”, 12 marzo.<br><font color='#ffffff' size='2'>D. MICACCHI</font>, Sei realisti e l'enigma dell'attesa, in “L'Unita”, 13 marzo.<br><font color='#ffffff' size='2'>T. PALOSCIA</font>,  I contemporanei a Pistoia, in  “La Nazione”, 19 marzo.<br><font color='#ffffff' size='2'>T. PALOSCIA</font>, La  metafisica di Giuseppe Modica, in “La Nazione”, dicembre.<br><font color='#ffffff' size='2'>G. POZZI</font>, Sei autori per riscoprire la pittura  figurativa, in “Paese Sera”, 30 marzo.<br><font color='#ffffff' size='2'>P.C. SANTINI</font>, L'altra realtà, testo in catalogo, Palazzo dei Vescovi, Pistoia";

messages[25] = "<font color='#ffffff' size='2'>A. B. DEL GUERCIO</font>, Giovani presenze artistiche, testo in catalogo, Galleria Comunale d'Arte Moderna, Forte dei Marmi";

messages[26] = "<font color='#ffffff' size='2'>L. BARBERA</font>, La memoria del futuro, testo in catalogo, mostra personale, Biblioteca   Pinacoteca Comunale, Saponara<br><font color='#ffffff' size='2'>E. NATALI</font>, La condizione dell'uomo, testo in  catalogo, Scandicci (FI)";

messages[27] = "<font color='#ffffff' size='2'>S. BENEDETTI</font>, Giuseppe Modica, in “La Nazione. Galleria”, 25 febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>B. CARUSO</font>, testo in catalogo, mostra personale, Galleria Incontro  d'Arte, Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>E. CASSA SALVI</font>, Un'affascinante scoperta: Giuseppe Modica, in “Giornale di Brescia”, 6 novembre<br><font color='#ffffff' size='2'>S. GINDRO, R. ROSSI</font>, Giuseppe Modica alla Galleria  Incontro d' Arte, in  “Psicanalisi Contro”, n. 12 aprile<br><font color='#ffffff' size='2'>F. A.</font>, Mostra di Modica a Roma, in “L'Ora”, 26 marzo<br><font color='#ffffff' size='2'>F. C.</font> Gran ritorno di Modica; nelle sue tele l'ossessione del mare, in “L'Unità”, novembre<br><font color='#ffffff' size='2'>D. MICACCHI</font>, Modica e l'attesa sulla riva del Mediterraneo, in “L'Unità”, 7 aprile <br><font color='#ffffff' size='2'>G. NICOLETTI</font>, testo in catalogo, mostra personale, Galleria  Il  Ponte, Firenze<br><font color='#ffffff' size='2'>L. SPIAZZI</font>, Giuseppe Modica al Segno Contemporaneo, in “Brescia Oggi”, 26 ottobre";

messages[28] = "I segni di Firenze. Arte in vetrina, testo in catalogo, Centro Commerciale San Pier Maggiore, Firenze, Edizioni  della Bezuga<br><font color='#ffffff' size='2'>B. CARUSO</font>, testo in catalogo, mostra personale, Galleria  La Tavolozza, Palermo<br><font color='#ffffff' size='2'>E. REBULLA</font>, Giuseppe Modica alla Tavolozza: memorie sopravvissute tra il surreale e il metafisico; pietre dell'incubo, in  “L'Ora”, 15 febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>L. SCIASCIA</font>, E dal mare spuntò una fortezza araba, in “Corriere della Sera”, 26 febbraio; ripubblicato in  catalogo della mostra personale, Galleria  Jannone, Milano 1989";

messages[29] = "<font color='#ffffff' size='2'>E. BILARDELLO</font>, Dipingere il tempo, in “Corriere  della  Sera”, 11 maggio<br><font color='#ffffff' size='2'>D. MICACCHI</font>, Giuseppe Modica, in “L'Unita. Arte”, 1 maggio<br><font color='#ffffff' size='2'>G. QUATRIGLIO</font>, La Sicilia   dei Giardini, in “Giornale  di Sicilia”, 31 maggio<br><font color='#ffffff' size='2'>L. SCIASCIA</font>, Omaggio a Pirandello, testo per la cartella  d'incisioni, s.l., Edizioni  Arte  al Borgo<br><font color='#ffffff' size='2'>V. SGARBI</font>, I giardini di Sicilia, testo in catalogo, Palazzo Scaglione, Sciacca. Palermo, Edizioni Novecento<br><font color='#ffffff' size='2'>F. SIMONGINI</font>, Mitico  e metafisico Mediterraneo di Modica, in “Il Tempo”, 1 marzo<br><font color='#ffffff' size='2'>M. VENTUROLI</font>, Dipingere  il tempo, testo in catalogo, mostra personale, Galleria  Incontro d'Arte, Roma";

messages[30] = "<font color='#ffffff' size='2'>C. CERATI</font>, Quegli artisti  isolati che vengono da lontano, in “L'Ora”, 15 novembre<br><font color='#ffffff' size='2'>D. GUZZI</font>, Prospettiva Natura morta, testo in catalogo, Galleria Incontro d'Arte, Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>I. MARUSSO</font>, La mitica suggestione delle tele di Giuseppe Modica, in “Trapani Sera”, 8 luglio<br><font color='#ffffff' size='2'>C. PATERNOSTRO</font>, Nostalgia della qualità   Qualità della nostalgia, testo in catalogo, Villa d'Este, Tivoli. Roma, Edizioni De Luca   Mondadori<br><font color='#ffffff' size='2'>G. QUATRIGLIO</font>, Otto pittori per Pirandello, in “Giornale di Sicilia .  Cultura  e  società”, 24 marzo<br><font color='#ffffff' size='2'>V. SGARBI</font>, Vitalità della figurazione. Pittura italiana 1948 1988, testo in catalogo , Milano<br>Edizioni Vangelista<br><font color='#ffffff' size='2'>M. TORRENTE</font>, Qualità  e nostalgia a Villa  d' Este, in “L'Umanità”, 5 novembre<br><font color='#ffffff' size='2'>M. VENTUROLI</font>, Biennale del mare, testo in catalogo, Castel dell'Ovo, Napoli, Edizioni Electa";

messages[31] = "<font color='#ffffff' size='2'>S. GRASSO</font>, L'azzurro domina nella  Sicilia  di Modica, in “Corriere della Sera”, 20 giugno<br><font color='#ffffff' size='2'>G. PROIETTI</font>, Presenze siciliane, testo in catalogo, Complesso Monumentale di San Michele  a Ripa, Roma. Edizioni Guido Novi<br><font color='#ffffff' size='2'>G. QUATRIGLIO</font>, Visioni mediterranee, intervista, in “Giornale di Sicilia. Cultura e società”, 10 febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>S. ROSSI</font>, Presenze siciliane. testo in catalogo, Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, Roma. Roma, Edizioni Guido Novi<br><font color='#ffffff' size='2'>C. STRINATI</font>, Presenze siciliane, testo in catalogo, Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, Roma. Roma, Edizioni Guido Novi<br><font color='#ffffff' size='2'>V. SGARBI</font>, L' ammodicazione del sogno, testo in catalogo, mostra personale, Galleria La Tavolozza, Palermo; ripubblicato  in catalogo, mostra personale, Galleria A. Jannone, Milano<br><font color='#ffffff' size='2'>V. SGARBI</font>, Sotto la luce di Sicilia, in “Europeo. Questa settimana. Arte”, 7 17 febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>V. SGARBI</font>, La stanza dipinta, Edizioni Novecento e Supersaggi Rizzoli<br><font color='#ffffff' size='2'>G. SOAVI</font>, Modicamente, in “II Giornale. Lettere e arti”";

messages[32] = "<font color='#ffffff' size='2'>E. BILARDELLO</font>, Arte per l'ecologia, testo in catalogo, Galleria   Ca' d'Oro, Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>M. DI CAPUA</font>, Mattoni su tela, in “Il  Giornale.  Lettere e Arti”, 30 settembre<br><font color='#ffffff' size='2'>A. ROMANI BRIZZI</font>, Paesaggio italiano, testo in catalogo, Galleria Agarte, Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>C. SINISCALCO</font>, Fuori  gioco, testo in catalogo, Accademia d'Egitto, Roma";

messages[33] = "<font color='#ffffff' size='2'>R. BERTONI</font>, Sicilia  mito  e realtà, testo in catalogo, Museo Pepoli, Trapani, Edizioni Bora<br><font color='#ffffff' size='2'>G. BONANNO</font>, Novecento di Sicilia, Edizioni  Serpotta<br><font color='#ffffff' size='2'>M. FAGIOLO DELL'ARCO</font>, Le stanze inquiete, testo in catalogo,  mostra personale, Tour Fromage, Aosta. Milano, Fabbri; ripubblicato, mostre personali, Palazzo dei Diamanti, Ferrara 1993 e  Galleria  La Tavolozza, Palermo 1993<br><font color='#ffffff' size='2'>D. GUZZI</font>, ll   sogno di Colombo, testo in catalogo, Galleria   Incontro d'Arte, Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>JANUS</font>, Modica dipinge un’ ossessione di mare e di onde, in “La Gazzetta del Piemonte”, 16 ottobre<br><font color='#ffffff' size='2'>JANUS</font>, Prefazione, testo in catalogo, mostra personale, Tour Fromage, Aosta, Edizioni Fabbri<br><font color='#ffffff' size='2'>P. LEVI</font>, Le stanze metafisiche, in “La Repubblica”, 22 novembre<br><font color='#ffffff' size='2'>D. MICACCHI</font>, Sicilia  mito  e realtà, testo in catalogo, Museo Pepoli, Trapani. Edizioni Bora<br><font color='#ffffff' size='2'>F. PICOLLO</font>,  La metafisica di Modica, in “Qualità”, n. 12, dicembre<br><font color='#ffffff' size='2'>G. QUATRIGLIO</font>, La pittura  della diaspora, in  “II  Giornale  di Sicilia.Cultura  e  Società”, 29 ottobre  <br><font color='#ffffff' size='2'>C. SOFIA</font>, I pittori della Primavera: a Noto opere di Caruso, Fiume, Guccione, Modica e Guttuso, in “II Giornale”, 20 maggio<br><font color='#ffffff' size='2'>C. SOFIA</font>, Qualcuno chiama dall'Etna, in “Il Giornale. Lettere e arti”, 17 novembre;ripubblicato, mostra personale, Galleria La Tavolozza, Palermo 1993<br><font color='#ffffff' size='2'>A. UGLIANO</font>,  Il  tempo e la memoria, in “Valle d'Aosta”, dicembre<br><font color='#ffffff' size='2'>P. VENUTO, GIUSEPPE MODICA</font>. Ovvero l'archeologia del  futuro, in “Parentesi”, n. 16, novembre/dicembre";

messages[34] = "<div id='divJava'><font color='#ffffff' size='2'>E. BILARDELLO</font>, L'incisione in  bianco e nero: nobiltà di una tradizione, testo in catalogo, “12 incisori siciliani”, Fondazione  Mormino, Palermo; Calcografia Nazionale, Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>A. CHIAPPINI</font>, A Piacenza le visioni mediterranee  di Giuseppe Modica, in “II Nuovo Giornale” ,12 dicembre<br><font color='#ffffff' size='2'>E. CONCAROTTI</font>, Esposte al Cenacolo le opere di Modica, in “Libertà”, 22 dicembre<br><font color='#ffffff' size='2'>M. DE STASIO</font>, Personale di Modica all'Appiani, in “L'Unita'”, 26 aprile<br><font color='#ffffff' size='2'>F. GIRONIMI</font>, Giuseppe Modica   Le stanze inquiete, in “Zoom”, n. 119, settembre ottobre<br><font color='#ffffff' size='2'>D. GUZZI</font>, Pittura  di figura, testo in catalogo, Galleria  dei Greci, Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>N. MURA</font>, Suggestiva  Sicilia  di Giuseppe Modica, in “Gazzetta del Lunedì”, 19 marzo<br><font color='#ffffff' size='2'>S. QUAGLIAROLI</font>, La  luce e la storia, Giuseppe Modica al Cenacolo di Piacenza, in ”La Gazzetta di Piacenza”, 30 dicembre<br><font color='#ffffff' size='2'>C. STRINATI</font>, De pictura... o dell'immagine, testo in catalogo, “Arteroma 94, 4° Salone d'Arte moderna e contemporanea”, Roma, Edizioni Magica Arte</div>";

messages[35] = "<font color='#ffffff' size='2'>A. CAGGIANO</font>, Luminosità della Sicilia, in “II Resto del Carlino”, 28 gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>M. DE MICHELI</font>, G. Severo (a cura di), Trent'anni d' arte per immagini a Milano, catalogo, Galleria  Appiani Arte 32, Milano. Milano, Edizioni Charta<br><font color='#ffffff' size='2'>G. GIORDANO</font>, testo in catalogo, mostra personale, Galleria  il  Sagittario, Messina <br><font color='#ffffff' size='2'>L. RUSSO</font>, Guido io vorrei, testo in catalogo, Palazzo Ducale, Mantova; Istituto Italiano   di Cultura,   Rotterdam (N) , Guido Novi Editore Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>C. SOFIA</font>, Specchi della memoria, in  “II Giornale. Lettere e Arti'', 24 gennaio; ripubblicato, mostra personale, Galleria  degli Archi, Comiso 1995<br><font color='#ffffff' size='2'>A. TABUCCHI</font>, Le  vacanze di B. Soares, testo letterario per la cartella di incisioni, Milano, Edizioni Sciardelli<br><font color='#ffffff' size='2'>S. TROISI</font>, Come  é viva  quella natura morta, grazie alla 'luce' di Modica, in “II Giornale di Sicilia”, 25 aprile<br><font color='#ffffff' size='2'>C. VIVALDI</font>, La Città, versi in catalogo, mostra personale, Palazzo dei Diamanti, Ferrara";

messages[36] = "<font color='#ffffff' size='2'>M. GOLDIN</font>,  Aspetti dell'arte siciliana, testo in catalogo, Convento di San Francesco, Sciacca<br><font color='#ffffff' size='2'>M. GUASTELLA</font>, La luce della memoria, testo in catalogo, mostra personale, Galleria  Il Tempietto, Brindisi<br><font color='#ffffff' size='2'>M. PIZZARELLI</font>,  L'eco  dei ricordi, in “Quotidiano di Brindisi”,16 febbraio";

messages[37] = "<font color='#ffffff' size='2'>V. APULEO</font>, Le proposte A. R. G. A .M., 1995<br><font color='#ffffff' size='2'>L. BURZOTTA</font>, Odissea, atti del convegno “Dal Corpo al Corpo”, Università  La Sapienza, Roma, 9 10 dicembre, Edizione Cosa Freudiana, Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>L. GOBBATO</font>, Investire nell'arte moderna. I magnifici di oggi e di domani, in “ Jet “, 30 marzo<br><font color='#ffffff' size='2'>M. ONOFRI</font>, La  metafisica di Mazara, una ferita  di luce, in “L'Unità. Cultura”, 31 agosto<br><font color='#ffffff' size='2'>C. SOFIA</font>, Gente di Sicilia   Le donne di Giuseppe Modica, s.l.. Edizioni Il  Lunario";

messages[38] = "<font color='#ffffff' size='2'>A. CELLA</font>, Giuseppe Modica all' Appiani Arte Trentadue, in “Next”, autunno<br><font color='#ffffff' size='2'>J. CERESOLI</font>,  Giuseppe Modica 'Specchi', in “Terzocchio”, settembre<br><font color='#ffffff' size='2'>E. CONCAROTTI</font>, Visioni mediterranee nei dipinti di Modica, in “Libertà”, 22 marzo<br><font color='#ffffff' size='2'>M. DI CAPUA</font>, Specchi, testo in catalogo, mostra personale, Galleria  Appiani Arte 32, Milano<br><font color='#ffffff' size='2'>S. FUGAZZA</font>, La persistenza della memoria, testo in catalogo, mostra personale, Galleria  il Cenacolo, Piacenza<br><font color='#ffffff' size='2'>N. MICELI</font>, Della  leggerezza, testo in catalogo, Palazzo Ducale, Lucca<br><font color='#ffffff' size='2'>M. ONOFRI</font>, testo in catalogo, mostra personale, Galleria  degli Archi, Comiso<br><font color='#ffffff' size='2'>S. SEVERI</font>, Giuseppe Modica nel riflesso  della “psiche”, in “Next”, autunno<br><font color='#ffffff' size='2'>G. SOAVI</font>, La pittura  di Modica o il mare di Sicilia   che  entra in casa, in “Il  Giornale.  Lettere e Arti”, 28 maggio; ripubblicato, mostra personale, Galleria  degli Archi, Comiso<br><font color='#ffffff' size='2'>R. TABOZZI</font>, Paesaggio in Italia, in “Arte Mondatori”, agosto<br><font color='#ffffff' size='2'>C.N. TROVATO</font>, Lo specchio di Modica seduce anche le gallerie di Milano, in “Il Meridiano di Trieste”, 29  giugno";

messages[39] = "<font color='#ffffff' size='2'>G. BONASEGALE</font> (a cura di), Arte a Roma, catalogo, ex Mattatoio, Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>L. BURZOTTA</font>, Lo sguardo e il desiderio, testo in catalogo, mostra personale, “Modica, opere 1989 1997”, Casa dei Carraresi, Treviso, Edizioni Marsilio, Venezia<br><font color='#ffffff' size='2'>R. CIVELLO</font>, Presagio  e fascino dell'oltre, in “Secolo d'Italia”, 23 febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>M. DI CAPUA</font>, testo in catalogo della mostra Omaggio a Thomas Mann, Galleria  Don Chisciotte, Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>G. GIUFFRE</font>, La verità  dell'incantesimo, testo in catalogo, mostra personale “Modica, opere 1989 1997”, Casa dei Carraresi, Treviso. Edizioni Marsilio, Venezia<br><font color='#ffffff' size='2'>M. GOLDIN</font>, Breve dialogo di un miraggio e uno specchio(con postilla finale), testo in  catalogo, mostra personale “Modica, opere 1989 1997”, Casa dei Carraresi, Treviso. Edizioni Marsilio, Venezia<br><font color='#ffffff' size='2'>M. GOLDIN</font>, Pitture: il sentimento e la forma, testo in catalogo, Milano, Electa<br><font color='#ffffff' size='2'>N. MICIELI</font>, Della  leggerezza, testo in catalogo,  s.l., Edizioni  Caleidoscopio<br><font color='#ffffff' size='2'>D. MORMORIO</font>, testo in catalogo, Omaggio a Leonardo Sciascia, Fondazione Sciascia, Racalmuto<br><font color='#ffffff' size='2'>M. ONOFRI</font>, Giuseppe Modica e la felicità ferita: breve storia  di un'utopia di luci, testo in  catalogo, mostra personale “Modica, opere 1989 1997”, Casa dei Carraresi, Treviso. Edizioni Marsilio, Venezia<br><font color='#ffffff' size='2'>G. PITROLO</font>, Il  mare nello specchio, in “Il Giornale di Scicli”, 12 gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>C. STRINATI</font>, La stanza dei desideri, testo in catalogo, mostra personale “Modica, opere 1989 1997”, Casa dei Carraresi, Treviso. Edizioni Marsilio, Venezia<br><font color='#ffffff' size='2'>R.  TABOZZI</font>, Natura morta in Italia, in “Arte Mondadori”, gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>R.	TABOZZI</font>, Sapore di sale, in “Case & Country”, agosto<br>";

messages[40] = "<div id='divJava'><font color='#ffffff' size='2'>F. ARENSI</font>, Nei quadri di Modica il mondo che non c’é, in “La Padania”, 17 novembre<br><font color='#ffffff' size='2'>L. BARBERA</font>, La Sicilia è un arcipelago, testo in catalogo, Acquario Romano, Roma, Edizioni De Luca<br><font color='#ffffff' size='2'>R. CIVELLO</font>, Il realismo metafisico di Giuseppe Modica, in “Il Secolo d’Italia”, 22 agosto<br><font color='#ffffff' size='2'>M. DI CAPUA</font>, Specchi (Lo sguardo circolare), testo in catalogo, mostra personale, galleria Il Tempietto, Brindisi<br><font color='#ffffff' size='2'>S. FA.</font> La Sicilia inquieta sognata da Modica, in “L’Unità – Cultura”, 29 agosto<br><font color='#ffffff' size='2'>A. GERBINO</font>, G. Giuffrè, L’isola dipinta 1948-1998, testo in catalogo, Complesso del Vittoriano, Roma, Fratelli Palombi Editori<br><font color='#ffffff' size='2'>M. GUASTELLA</font>, Modica al Tempietto, in “Quotidiano di Brindisi”, 12 dicembre<br><font color='#ffffff' size='2'>JANUS</font>, La vita invulnerabile, testo in catalogo, mostra personale, galleria Manini Arte, Torino<br><font color='#ffffff' size='2'>P. NIFOSÌ</font>, Un metafisico nella terra dei Fenici, testo in catalogo, mostra personale,  Palazzo Spadaro ,Scicli<br><font color='#ffffff' size='2'>L. NIFOSÌ</font>, Giuseppe Modica a Palazzo Spadaro. Muri d’ angoscia e cortine di sogno, in “Il Giornale di Scicli”, 26 luglio<br><font color='#ffffff' size='2'>G. TRAINA</font>, Modica e lo specchio della memoria, in “Il Giornale di Scicli”, 4 ottobre</div>";

messages[41] = "<font color='#ffffff' size='2'>L. BURZOTTA</font>, Le risorse del desiderio nella pittura di Giuseppe Modica, in “Cosa Freudiana”, ottobre<br><font color='#ffffff' size='2'>R. CIVELLO</font>, Arte, porto di salvezza, in “Il Secolo d’Italia”, 3 giugno<br><font color='#ffffff' size='2'>N. DE VITA</font>, Un poeta intervista un pittore, in “Stilos”, 14 settembre<br><font color='#ffffff' size='2'>E. DI RADDO</font>, De Metaphisica, in “Tema Celeste”, supplemento n.75, luglio-settembre<br><font color='#ffffff' size='2'>A. CUSUMANO</font>, Al centro della ricerca, la rappresentazione di un luogo: Mazara del Vallo parafrasi della memoria, paradigma del tempo, in “Stilos”, 14 settembre<br><font color='#ffffff' size='2'>M. FAGIOLO DELL’ARCO</font>, De Metaphisica, testo in catalogo, galleria  Appiani Arte 32, Milano, Edizioni Skirà<br><font color='#ffffff' size='2'>M. FAGIOLO DELL’ARCO</font>, testo in catalogo, mostra personale 'Inter Art Galerie' ,Colonia (D)<br><font color='#ffffff' size='2'>M. MICOZZI</font>, Artisti contemporanei. Giuseppe Modica, in “Punto d’incontro”, gennaio-giugno<br><font color='#ffffff' size='2'>R. TABOZZI</font>, L’essenza della luce. Segni d’acqua, galleria Patrizia Buonanno Arte Contemporanea, Mezzolombardo (TN)<br><font color='#ffffff' size='2'>G. TRAINA</font>, La Sicilia è dentro uno specchio, in “Stilos”, 14 settembre<br><font color='#ffffff' size='2'>A. TOMASSOLI</font>, La bella pittura, in “Kalos”, novembre-dicembre";

messages[42] = "<font color='#ffffff' size='2'>A. TOMASSOLI</font>, La bella pittura, in “Malgrado tutto”, febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>N. MICIELI</font>, Attualità della tradizione, testo in catalogo, Museo Marino Marini, Firenze<br><font color='#ffffff' size='2'>P. NIFOSÌ</font>, La bella pittura. Leonardo Sciascia e le arti figurative, testo in catalogo, Fondazione Sciascia, Racalmuto; Fondazione Withaker,Villa Malfitano, Palermo<br><font color='#ffffff' size='2'>M. A. SPADARO, A. M. RUTA</font>, Palermo, testo in catalogo, Galleria Sessantuno, Palermo<br><font color='#ffffff' size='2'>G. NIFOSÌ</font>, Testimonianze 2000, testo in catalogo, Galleria L’Androne, Scicli<br>";

messages[43] = "<font color='#ffffff' size='2'>C. ALESSANDRI</font>, Giuseppe Modica e... la sua Sicilia, in “L’isola del sole”, n.34, maggio-giugno<br><font color='#ffffff' size='2'>M. T. BENEDETTI</font>, Una visionarietà concreta,  testo in catalogo, mostra personale, Galleria  il Sagittario, Messina; galleria Studio S., Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>A. GERBINO</font>, Quel gorgo fatuo che passa, testo in catalogo, mostra personale Galleria  d'Arte Trentasette, Palermo<br><font color='#ffffff' size='2'>R. CIVELLO</font>, L’oltresenso di Giuseppe Modica, in “Il Secolo d’Italia”, 8 aprile<br><font color='#ffffff' size='2'>R. CIVELLO</font>, La sfinge universo di Modica, in “Il Secolo d’Italia”, 3 giugno<br><font color='#ffffff' size='2'>R. CIVELLO</font>, Il sortilegio di Giuseppe Modica, in “Il Secolo d’Italia”, 28 ottobre<br><font color='#ffffff' size='2'>R. CIVELLO</font>, Dall’empiria all’immagine perenne, testo in catalogo, XXVIII Premio Sulmona, 8 – 29 settembre<br><font color='#ffffff' size='2'>S. FERLITO</font>, Luci e ombre in arcana sospensione temporale, in “L’Ora”, 14 aprile<br><font color='#ffffff' size='2'>L. MAIOLINO</font>, L’arte oltre il tempo, in “Centonove”, 25 maggio<br><font color='#ffffff' size='2'>P. NICITA.</font>, Modica,” incerte” visioni alla galleria Trentasette, in “La Repubblica – Palermo”, 12 aprile<br><font color='#ffffff' size='2'>P. NIFOSÌ</font>, Spazi dell’occhio e della memoria, testo in catalogo, mostra “Paesaggi ( per Quasimodo), Galleria Sessantuno, Palermo<br><font color='#ffffff' size='2'>M. PADOVAN</font>,   Ospiti dello “Studio S”, in “Italia sera”, 21-22 ottobre<br><font color='#ffffff' size='2'>M. T. PRESTIGIACOMO</font>, Al Sagittario la mostra di Modica, in “Corriere del Mezzogiorno”, 13 giugno<br><font color='#ffffff' size='2'>G. QUATRIGLIO</font>, Ritorna Modica e nelle sue tele dipinge la luce, in “Giornale di Sicilia. Cultura e Società”, 10 aprile<br><font color='#ffffff' size='2'>C. SINISCALCO</font>, Presentazione, invito, mostra personale, galleria “Studio S.”<br><font color='#ffffff' size='2'>T. TOSCANO</font>, Quadri-documento per registrare eventi “minimi”,in “La Sicilia”, 1 giugno<br><font color='#ffffff' size='2'>P. VENUTO</font>, Specchi dell’infinito, testo in catalogo, mostra personale, galleria “Il Sagittario”, Messina<br><font color='#ffffff' size='2'>P. VENUTO</font>, La luce della memoria nella pittura di Giuseppe Modica, in “Gazzetta del Sud”, 13 novembre";

messages[44] = "<div id='divJava'><font color='#ffffff' size='2'>F. ARENSI</font>, La luce supernaturale di Modica, in “Sole delle Alpi”, 7 settembre<br><font color='#ffffff' size='2'>R. BARTOLOZZI</font>, Intervista al pittore Giuseppe Modica, in “Il Periodico.Arte e cultura”, settembre<br><font color='#ffffff' size='2'>M. T. BENEDETTI</font>, Una visionarietà concreta, in “I Beni Culturali”, novembre-dicembre; ripubblicato in “Archivio”, gennaio 2004 e in Giuseppe Modica – Opere 1989-2003, catalogo, Complesso del Vittoriano, Roma e Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Arezzo, Allemandi, Torino 2004<br><font color='#ffffff' size='2'>N. BIANCHI</font>, Poesia della luce come riflessione e specchio della memoria…, in “Segni d’Arte”, settembre<br><font color='#ffffff' size='2'>C. F. CARLI</font>, testo in catalogo, LIII edizione del  Premio “Michetti”, Italia – Argentina<br><font color='#ffffff' size='2'>C. CERATI</font>, Giuseppe Modica, in “Archivio”, settembre<br><font color='#ffffff' size='2'>R. CIVELLO</font>, Giuseppe Modica a Bologna, in “Il Secolo d’Italia”, 24 febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>R. CIVELLO</font>, Giuseppe Modica, le magie dei silenzi, in “Secolo d’Italia. Idee & Immagini”, 11 agosto<br><font color='#ffffff' size='2'>M. CORGNATI</font>, Due proposte dalla Sicilia,  in “Chi. Arte”, 21 agosto<br><font color='#ffffff' size='2'>A, CUSUMANO</font>, I luoghi della pittura di Giuseppe Modica, in Modica – Opere 1989-2002, Palazzo del Seminario, Mazara del Vallo, Allemandi, Torino; ripubblicato in Giuseppe Modica – Opere 1989-2003, catalogo, Complesso del Vittoriano, Roma e Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Arezzo, Allemandi, Torino 2004<br><font color='#ffffff' size='2'>F. DE SANTI</font>, L’inconscia metafora dell’acqua, testo in catalogo, Galleria Comunale La Rocchetta, Castellarano, ottobre – novembre<br><font color='#ffffff' size='2'>F. DE SANTI</font>, Modica, quant’emozione nella luce, in “Il Messaggero”, 26 agosto<br><font color='#ffffff' size='2'>N. DE VITA</font>, Un poeta intervista un pittore, testo in catalogo, mostra antologica, Sale del Seminario, Mazara del Vallo, Allemandi Editore. Torino; ripubblicato in Giuseppe Modica – Opere 1989-2003, catalogo, Complesso del Vittoriano, Roma e Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Arezzo, Allemandi, Torino 2004<br>Dipingere con la luce, in“Sette. Cartellone”, 1-7 agosto<br><font color='#ffffff' size='2'>M. FAGIOLO DELL’ARCO</font>, La luce è la luce è la luce. La pittura di Modica nel 2002, testo in catalogo, mostra antologica, Sale del Seminario, Mazara del Vallo, Allemandi Editore. Torino; ripubblicato in Giuseppe Modica – Opere 1989-2003, catalogo, Complesso del Vittoriano, Roma e Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Arezzo, Allemandi, Torino 2004<br><font color='#ffffff' size='2'>G. FRANCESCHETTI</font>, Le illuminazioni di Giuseppe Modica, in “Rinascita”, 26 luglio<br><font color='#ffffff' size='2'>S. GIANNATTASIO</font>,L’enigma della metafisica secondo Giuseppe Modica, in “Avanti”, 5 settembre<br><font color='#ffffff' size='2'>N. GIARAMIDARO</font>, E’ una luce soffusa, quella della memoria, in “Giornale di Sicilia”, 30 agosto<br>Giuseppe Modica. La luce è la luce è la luce, in www.arte.tiscali.it<br>Giuseppe Modica torna nella sua Mazara del Vallo, in www.exibart.com<br><font color='#ffffff' size='2'>R. GRAMICCIA</font>, Luce su tela, in “Liberazione. LibEstate”, 20 agosto<br><font color='#ffffff' size='2'>A. JAKHNAGIEV</font>, Modica mette in bocca il suo sigaro, in “Il Giornale dell’Umbria”, 6 settembre<br><font color='#ffffff' size='2'>JANUS</font>, Un’arte irriverente, in “Graphie”, settembre; e in “Iride.To. Eventi”, settembre<br>La luce è la luce è la luce, in www.initaliaoline.it/notizie<br>La luce di Giuseppe Modica torna a Mazara del Vallo, in www.ansa.it<br>La metafisica della luce spazio della memoria, in “Stilos”, 23 luglio<br><font color='#ffffff' size='2'>A. MAMMÌ</font>, In ricordo di Maurizio, in “L’Espresso – Artbox”, 22 agosto<br><font color='#ffffff' size='2'>F. MATITTI</font>, La Sicilia come metafora, in “L’Unità”, 27 agosto<br><font color='#ffffff' size='2'>L. MATTARELLA</font>, Giuseppe Modica, in “La Stampa- Tuttolibri”, 17 agosto<br><font color='#ffffff' size='2'>G. MAZZA</font>, Modica, il pittore della “luce”, in “Espresso Sud. Cultura”, ottobre<br>Modica, la densa musica del Sud, in www.ilnuovo.it<br><font color='#ffffff' size='2'>F. R. MORELLI</font>, Le misure della metafisica. Mazara del Vallo, Palazzo del Seminario, in “Giornale dell’Arte. Il Giornale delle mostre in Italia”, settembre<br>Mostra Giuseppe Modica, in “Il Venerdì di Repubblica. Weekend”, 23 agosto<br><font color='#ffffff' size='2'>A. NOJA</font>, La luce è la luce è la luce, in “L’Eco d’Arte di Firenze. Informart Magazine” ,  settembre<br><font color='#ffffff' size='2'>M. PADOVAN</font>, Linee classiche che avvolgono la circolarità del tempo, in “Italia Sera”, 30 luglio<br><font color='#ffffff' size='2'>C. PATERNOSTRO</font>, Un apparente immobilismo aperto a spazi metafisici, in “L’Osservatore Romano”, 13 dicembre<br><font color='#ffffff' size='2'>M. TUMBIOLO</font>, Sguardi di luce, in www.kwart.kataweb.it<br><font color='#ffffff' size='2'>G. SOAVI</font>, Una bellezza statuaria, annotazione in catalogo, mostra antologica, Sale del Seminario, Mazara del Vallo, Allemandi Editore. Torino; ripubblicato in Giuseppe Modica – Opere 1989-2003, catalogo, Complesso del Vittoriano, Roma e Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Arezzo, Allemandi, Torino 2004<br><font color='#ffffff' size='2'>C. N. TROVATO</font>, La luce di Giuseppe Modica, in “Trieste – Arte e Cultura”, ottobre<br><font color='#ffffff' size='2'>P. WATTS</font>, Tele liquide come miraggi,in “Il Manifesto”, 20 agosto<br></div>";

messages[45] = "<font color='#ffffff' size='2'>R. CIVELLO</font>, Artisti del Novecento a Roma, Rendina Editore, Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>D. GUZZI</font>, L’anello mancante, Laterza, Bari<br><font color='#ffffff' size='2'>M. A. SPADARO</font>, Novecento Siciliano, testo in catalogo, Minsk, Mosca, Barcellona, Londra, Palermo, Il Cigno Galileo Galilei Editore, Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>D. TROMBADORI</font> , Il velo della pittura, testo in catalogo, Palazzo del Turismo, Tropea, agosto<br>";

messages[46] = "<div id='divJava'><font color='#ffffff' size='2'>G. ANTONUCCI</font>, La Sicilia di Modica s’illumina d’immenso, in “Il Giornale – Album Cultura”, 16 febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>V. ARNALDI</font>, Luci mediterranee, in www.italymedia.it<br><font color='#ffffff' size='2'>G. BALLERINI</font>, Giuseppe Modica, in www.scanner.it, 28 aprile<br><font color='#ffffff' size='2'>M. T. BENEDETTI</font>, Giuseppe Modica – Mostra antologica, in “Archivio delle Arti”, N. 1, gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>F. CASTELLI GATTINARA</font>, Modica illumina il Vittoriano, in “ Il Giornale dell’Arte”, gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>G. CAVERNI</font>, I riflessi di vecchi specchi nella pittura di Giuseppe Modica, in “L’Unità – Firenze”, 13 maggio<br><font color='#ffffff' size='2'>R. CIVELLO</font>, Visioni d’arte oltre i sogni, in “Secolo d’Italia – Idee & Immagini”, 5 febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>L. COLONNELLI</font>, Modica, luci di Sicilia,  in “Corriere della Sera –Tempo libero”, 22 gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>F. DE SANTI</font>, Giuseppe Modica, in “Archivio delle Arti”, N. 3, marzo<br><font color='#ffffff' size='2'>M. DI CAPUA</font>, Lo sguardo italiano, catalogo della mostra “Lo sguardo italiano. Ventidue artisti per Bufalino”, Foyer del teatro Naselli, Comiso<br><font color='#ffffff' size='2'>S. DI PAOLA</font>, Al Vittoriano a Roma s’inaugura una mostra su Giuseppe Modica, in “La Sicilia – Cultura spettacoli”, 19 gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>G. FACCENDA</font>, Intorno ad un’assenza apparente, in Giuseppe Modica – Opere1989-2003, catalogo, Complesso del Vittoriano, Roma (gennaio-febbraio) e Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Arezzo (aprile-maggio), Allemandi, Torino 2004<br>Fatti di luce, in “Sette – Corriere della Sera – Magazine Cartellone”, 15 – 21 gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>L. FORNASARI</font>, Una luce su Modica, in “La Nazione – Arezzo”, 18 aprile<br><font color='#ffffff' size='2'>G. FRANCESCHETTI</font>, Il mondo riflesso nella poesia, in “Rinascita”, 30 gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>A. GESUELLI</font>, Uno sguardo dalla finestra, oltre la realtà, in “Giornale di Sicilia – Cultura e Società”, 23 gennaio<br>Giuseppe Modica, in “Venerdì di Repubblica – Weekend”, 16 gennaio<br>Giuseppe Modica, in “Specchio – arte & mostre”, 17 gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>L. GIGLIOTTI</font>, Modica, la memoria è una realtà incantata, in “Il Giornale – Roma -Eventi”, 22 gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>R. GRAMICCIA</font>, Dipingere la luce del sole, in “Liberazione – Le Culture – Arte”, 22 gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>R. GRAMICCIA</font>, Modica e gli enigmi di Piero, in “Liberazione”, 12 maggio<br><font color='#ffffff' size='2'>P. HAMEL</font>, L’isola che c’è, in” Arte In”, N. 89, febbraio-marzo<br>Incroci di luce, in “Il Manifesto – Firenze”, 18 aprile<br>In mostra Modica e i suoi enigmi, in www.angelipress.net/print, 16 aprile<br><font color='#ffffff' size='2'>S. ITALIA</font>, in Giuseppe Modica – Opere 1989-2003, catalogo, Complesso del Vittoriano, Roma  (gennaio-febbraio) e Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Arezzo (gennaio-febbraio), Allemandi, Torino 2004<br><font color='#ffffff' size='2'>E. KRUMM</font>, Al paese natio per “fare il pieno di luce”, in “Corriere della Sera – Cultura”, 9 febbraio<br>La retrospettiva di Modica al Museo Civico di Arezzo, in “Il Giornale della Toscana”, 12 maggio<br><font color='#ffffff' size='2'>E. LAVEZZINI STAGNO</font>,Colori di memoria, in “Gazzetta di Parma”, 12 febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>S. LORIA</font>, La luce metafisica di Modica, in “City – Arte - Firenze”, 26 aprile, 26 maggio<br><font color='#ffffff' size='2'>F. MATITTI</font>, Nelle stanze di Modica dove nasce e vive la pittura, in “L’Unità – Orizzonti – Arte”, 8 febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>R. MEZZANI</font>, Gocce di memoria, in” Arte In”, N. 89, febbraio-marzo<br>Modica. Piero e altri enigmi, in www.teknemedia.it/arte, 28 maggio<br>Modica. Piero e altri enigmi, in www.segnalidifumo.it/mostre, 6 aprile<br>Modica. Piero e altri enigmi, in www.pressrelease.it/italia-eventi, 16 aprile<br>Modica. Piero e altri enigmi, in www.cityandisiti.it/news, 28 maggio<br>Modica. Piero e altri enigmi, in www.arezzocittà.com, 16 aprile<br>Mostre,ad Arezzo gli enigmi di Piero, in “Toscana Oggi”, 9 maggio<br><font color='#ffffff' size='2'>P. NIFOSI’</font>, Le affinità elettive, tra realtà e immaginazione, catalogo della mostra “Lo sguardo italiano. Ventidue artisti per Bufalino”, Foyer del teatro Naselli, Comiso<br>Novecento siciliano, in “Brava Casa – Eventi”, giugno<br><font color='#ffffff' size='2'>M. PADOVAN</font>, Giuseppe Modica, Il trionfo del colore, in “Italia Sera – Arte a Roma”, 1-2 febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>M. PADOVAN</font>, Da una galleria all’altra: Rosetta Acerbi allo studio S e Modica al Vittoriano, in “Italia Sera – Arte a Roma”, 8-9 febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>C. PATERNOSTRO</font>, Una recente mostra al Vittoriano con le opere più significative di Giuseppe Modica – Un apparente immobilismo aperto a spazi metafisici, in “L’Osservatore Romano – Terza pagina”, 4 marzo<br><font color='#ffffff' size='2'>L. QUAGLIA</font>, Al Vittoriano le “luci” di Modica, in “Il Messaggero – Cronaca di Roma”, 21 gennaio<br>Quella luce di Antonello e di Piero nelle tele sulla notte di Modica, in “La Repubblica – Roma – Giorno e notte”, 15 gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>I. REZZI</font>, Nello studio di Giuseppe Modica, dove non tramonta mai il sole, in “Conquiste del Lavoro – Obiettivo arte”, 14 luglio<br><font color='#ffffff' size='2'>S. SEVERI</font>, La pittura di Giuseppe Modica: variazioni sul tema “mediterraneo”, in “Hat. Arte e Cultura”, aprile<br><font color='#ffffff' size='2'>G. SIMONGINI</font>, Vittoriano, tributo a Giuseppe Modica, in “Il Tempo – Roma Cultura”, 18 gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>C. STRINATI</font>, “Riflessione” come metafora della pittura, in Giuseppe Modica – Opere 1989-2003, catalogo, Complesso del Vittoriano, Roma (gennaio-febbraio) e Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Arezzo (aprile-maggio), Allemandi, Torino<br></div>";

messages[47] = "<div id='divJava'><font color='#ffffff' size='2'>A. GERBINO</font>, Fingersi nel cuore degli Dei, in “Modica. L’enigma del tempo e l’alchimia della luce”, catalogo, Loggiato San Bartolomeo, Palermo, (maggio-giugno), Eidos, Palermo<br><font color='#ffffff' size='2'>A. GERBINO</font>, Di sguardi, luoghi. Di ombre, testo in catalogo, galleria Elle Arte, Palermo<br><font color='#ffffff' size='2'>F. C.</font> Gli oli di Modica fra tradizione e avanguardia, in Provincia di Palermo, giugno<br><font color='#ffffff' size='2'>L. Pagnucco Salvemini</font>, Come la luce e il tempo, in “Arte In”, giugno<br><font color='#ffffff' size='2'>G. QUATRIGLIO</font>, Modica a San Bartolomeo, immagini di Sicilia che fu, in “Giornale di Sicilia”, 18 giugno<br><font color='#ffffff' size='2'>A. ROMANI BRIZZI</font>, Luce, silenzio e riflessione, catalogo, mostra personale galleria Il Tempietto, Brindisi<br>Giuseppe Modica al Tempietto, in “Agenda – cronaca”, 11 febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>A. SCONOSCIUTO</font>, Modica, se la luce è essenza della vita, in “La Gazzetta del Mezzogiorno – Cultura e Spettacoli”, 12 febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>S. TROISI</font>, I miraggi di Modica in mostra al Loggiato, in “La Repubblica – Palermo”, 31 maggio<br><font color='#ffffff' size='2'>F. ZAGRA</font>, Giochi di specchi nei dipinti di Modica, in www.balarm.it</div>";

messages[48] = "<font color='#ffffff' size='2'>R. CIVELLO</font>, Giuseppe Modica e la favola del reale, in “Secolo d’Italia – Idee e Immagini”, 25 ottobre<br><font color='#ffffff' size='2'>R. GRAMICCIA</font>, Giuseppe Modica il pittore della luce, in “Liberazione della domenica”, 15 gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>R. GRAMICCIA</font>, testo in catalogo, XII Biennale d’Arte Sacra Contemporanea, Fondazione Stauros, San Gabriele-Isola del Gran Sasso d’Italia (Te), luglio-ottobre<br><font color='#ffffff' size='2'>G. MAZZA</font>, L’arte enigmatica di Giuseppe Modica, in “Espresso Sud”, ottobre<br><font color='#ffffff' size='2'>M. C. RICCIARDI</font>, Una stanza in mezzo al mare, testo in catalogo, mostra personale galleria Studio Forlenza, Teramo<br><font color='#ffffff' size='2'>G. SPINA</font>, ‘900 mediterraneo: un percorso nella pittura italiana – Le nuove proposte, in Arte e cultura del Mediterraneo nel XX secolo, Edizioni Artemide, Roma<br><font color='#ffffff' size='2'>E. VALENZA</font>, Corale, testo in catalogo, galleria Trentasette, Palermo";

messages[49] = "<font size='2'>A. AGAZZANI, G. ALGRANTI</font>, Antologia della figurazione contemporanea, testo in catalogo, galleria Spazio Figurae, Milano<br><font color='#ffffff' size='2'>A. AGAZZANI</font>, Hipnos e Thanatos, testo in catalogo, galleria Le Muse, Andria (Ba)<br><font color='#ffffff' size='2'>G. DI SABATINO</font>, Intervista a Giuseppe Modica. La magia dei colori, in “Educational”, n. 31, febbraio<br><font color='#ffffff' size='2'>L. GAVIOLI</font>, Visionari. Reale e fantastico nell’arte contemporanea, testo in catalogo, galleria Koller, Budapest<br><font color='#ffffff' size='2'>L. GIGLIOTTI</font>, Giuseppe Modica un siciliano che dipinge il “cielo su Roma”, in “Il Giornale – Roma – Eventi”, 3 gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>R. GRAMICCIA</font>, Modica l’illuminato, in “Stile Arte”, gennaio<br><font color='#ffffff' size='2'>S. FERLITO</font>, La poetica della natura morta, testo in catalogo, gallera Elle Arte, Palermo<br><font color='#ffffff' size='2'>S. PEGORARO</font>, Visioni e illusioni. Il realismo visionario nella pittura moderna e contemporanea, teso in catalogo, Castello Cinquecentesco, L’Aquila<br><font color='#ffffff' size='2'>V. SGARBI</font>, Arte Italiana 1968-2007, testo in catalogo, Palazzo reale, Milano<br><font color='#ffffff' size='2'>A. TRADIGO</font>, I due soli di Alfredo, in “Famiglia Cristiana”, 8 luglio";

//------RADIO ED ALTRO-------//

messages[50] = "Radio Città Futura, 2 agosto, ore 19.30, intervista<br>Rai Isoradio , 2 agosto, ore 9.00/12.00, segnalazione<br>Radiovaticana , 2 agosto, ore 21.00 GR<br>Radio Capital , 4 agosto, ore 17.00, intervista<br>Radio C1 , 7 agosto, ore 12.30;  19.30; 21.30 servizio<br>Radiopopolare , 7 agosto, “Sakado” ore 12.15/13.00<br>Controradio — servizio con intervista per Ia rubrica Art Pop<br>Italia Più<br>Lady radio — RDF<br>Novaradio<br>Radio 105<br>Radio Fatamorgana<br>Radio Toscana Classica<br>Radio Wawe<br>Toscana Network<br>";

messages[51] = "Video Due, 2 agosto, ore 13.00; 20.40 TG, servizio, replica ore 0.40<br>Canale 33, 2 agosto, ore 13.00, servizio, replica 3 agosto ore 13.00 TG<br>TGS Palermo , 2 agosto, ore 13.50 “Taccuino”, presentazione<br>Video Due , 3 agosto, ore 13.00; ore 20.40 TG, servizio, replica ore 0.40<br>Antenna Sicilia TV , 3 agosto, ore 13.30, servizio<br>102 TV<br>Rai — Tg3 Regionale<br>Teletruria<br>TV Reporter — SKY<br>Italia Più<br>Toscana Network<br>";

messages[52] = "1984 – Appunti di lavoro, catalogo, mostra personale, Biblioteca   Pinacoteca Comunale, Saponara<br>1995 – La memoria riflessa, atti del convegno “Dal Corpo al Corpo”, Università  La Sapienza, Roma, 9 10 dicembre, Edizione Cosa Freudiana, Roma<br>1995 – Lo specchio, atti del convegno “Dal Corpo al Corpo”, Università  La Sapienza, Roma, 9 10 dicembre, Edizione Cosa Freudiana, Roma<br>1999 – Lettera a M. Fagiolo dell’Arco, catalogo della mostra De Metaphisica, galleria  Appiani Arte 32, Milano, Edizioni Skirà<br>2002 – Lo sguardo di Medusa, atti del convegno “Psicanalisi e cultura”, Mazara del Vallo, Edizione Cosa Freudiana, Roma<br>2005 – Memoria di un maestro e di un amico, catalogo della mostra antologica dedicata a Gustavo Giulietti, Museo Civico di Palazzo Pitti , Firenze";

messages[53] = "<div id='divJava'><font color='#ffffff' size='2'>1980</font> - Cascina, Rassegna Nazionale di Pittura<br><font color='#ffffff' size='2'>1980</font> - Prato , Pratestate 80, Sala Medievale di S.Iacopo<br><font color='#ffffff' size='2'>1981</font> - Firenze, Arte irachena in esilio, Palagio di Parte Guelfa<br><font color='#ffffff' size='2'>1982</font> - Basilea, Art Basel 13, Inter Art Galerie Reich<br><font color='#ffffff' size='2'>1982</font> - Messina, Fierarte, Edigrafica<br><font color='#ffffff' size='2'>1982</font> - Pistoia, L'altra realtà, Palazzo dei Vescovi<br><font color='#ffffff' size='2'>1982</font> - Pistoia, (Ir)realtà (S)oggettiva<br><font color='#ffffff' size='2'>1983</font> - Bari, Expo Arte, Edigrafica<br><font color='#ffffff' size='2'>1983</font> - Basilea, Art Basel 14, Inter Art Galerie Reich<br><font color='#ffffff' size='2'>1983</font> - Forte dei Marmi, Giovani presenze artistiche, Galleria Comunale d'Arte Moderna<br><font color='#ffffff' size='2'>1983</font> - Loro Ciuffenna, XVI Mostra di Pittura 'Loro Ciuffenna'<br><font color='#ffffff' size='2'>1983</font> - Pontremoli, Sei artisti tra memoria e invenzione, Palazzo Dosi Magnavacca<br><font color='#ffffff' size='2'>1983</font> - Salò, Biennale d'Arte Contemporanea 'Gasparo da Salò'<br><font color='#ffffff' size='2'>1984</font> - Scandicci, La condizione dell'uomo, Palazzina Direzionale<br><font color='#ffffff' size='2'>1984</font> - Bagnolet (Parigi), Peintres a la Soffitta, Eglise St.Leu e St.Gilles<br><font color='#ffffff' size='2'>1985</font> - Sesto Fiorentino (Firenze), Vent'anni della Soffitta, Limonaia Villa Corsi Salviati<br><font color='#ffffff' size='2'>1986</font> - Firenze, Nuove Acquisizioni, Galleria dell'Accademia<br><font color='#ffffff' size='2'>1986</font> - Firenze, I Segni di Firenze, Arte in vetrina, Centro Commerciale San Pier Maggiore<br><font color='#ffffff' size='2'>1986</font> - Stia (Arezzo), Rassegna, Museo d'Arte Contemporanea<br><font color='#ffffff' size='2'>1987</font> - Palermo, Omaggio a Pirandello, Galleria Arte al Borgo<br><font color='#ffffff' size='2'>1987</font> - Reims, Firenze, oh cara..., Musée Ancien Collège des Jesuites, Hopital Museaux<br><font color='#ffffff' size='2'>1987</font> - Sciacca (Agrigento), Un punto nel mediterraneo: i giardini di Sicilia, Palazzo Scaglione<br><font color='#ffffff' size='2'>1988</font> - 	Napoli, Biennale del mare, Castel dell'Ovo<br><font color='#ffffff' size='2'>1988</font> - Palermo, Tota Pulchra, Galleria d'Arte Moderna<br><font color='#ffffff' size='2'>1988</font> - Roma, Prospettiva Natura Morta, Galleria Incontro d'Arte<br><font color='#ffffff' size='2'>1988</font> - Tivoli (Roma), Nostalgia della Qualità – Qualità della Nostalgia, Villa d'Este<br><font color='#ffffff' size='2'>1989</font> - 	Lampedusa, Premio nazionale di Pittura, (1premio ex equo)<br><font color='#ffffff' size='2'>1989</font> - Roma, Presenze Siciliane, Complesso Monumentale di S.Michele a Ripa<br><font color='#ffffff' size='2'>1989</font> - Roma, Manifesto per il 44°Gran Premio della Liberazione, Ciclismo Mondiale Caracalla - 25 Aprile<br><font color='#ffffff' size='2'>1989</font> - Roma, Arte e Ambiente, Museo Centrale del Risorgimento<br><font color='#ffffff' size='2'>1989</font> - Roma, Xilografia Calcografia, Galleria Incontro d'Arte<br><font color='#ffffff' size='2'>1990</font> - Milano,VI Triennale dell'Incisione<br><font color='#ffffff' size='2'>1990</font> - Bologna, Arte Fiera, Galleria Studio Steffanoni<br><font color='#ffffff' size='2'>1990</font> - Roma, Arte per l'Ecologia, Galleria Ca'D'Oro<br><font color='#ffffff' size='2'>1990</font> - Roma, Fuori Gioco, Accademia d'Egitto<br><font color='#ffffff' size='2'>1990</font> - Roma, Architetture Dipinte, Galleria Apollodoro<br><font color='#ffffff' size='2'>1990</font> - Roma, Paesaggio Italiano, Galleria Agarte<br><font color='#ffffff' size='2'>1991</font> - Milano, Segno Affetto Colore, Galleria Steffanoni-Arte Contemporanea<br><font color='#ffffff' size='2'>1991</font> - Noto, Infiorata 19-20 Maggio (Caruso, Fiume, Guccione, Guttuso, Modica)<br><font color='#ffffff' size='2'>1991</font> - Roma, La Conchiglia, Lilia Leoni Antichità<br><font color='#ffffff' size='2'>1991</font> - Roma, Il sogno di Colombo, Galleria Incontro d'Arte<br><font color='#ffffff' size='2'>1991</font> - Trapani, Sicilia Mito e Realtà, Museo Pepoli<br><font color='#ffffff' size='2'>1992</font> - Palermo, 12 Incisori Siciliani, Fondazione Mormino<br><font color='#ffffff' size='2'>1992</font> - Roma, 12 Incisori Siciliani, Calcografia Nazionale<br><font color='#ffffff' size='2'>1992</font> - Roma, Pittura di Figura, Galleria dei Greci<br><font color='#ffffff' size='2'>1992</font> - Roma, De Pictura, Palazzo dei Congressi - IV Salone d'arte Moderna e Contemporanea<br><font color='#ffffff' size='2'>1993</font> - Mantova, Guido io vorrei..., Palazzo Ducale.<br><font color='#ffffff' size='2'>1993</font> - Milano, Le vacanze di Bernardo Soares, Galleria Sciardelli<br><font color='#ffffff' size='2'>1993</font> - Milano, Trent'anni di Arte per immagini a Milano, Galleria Appiani Arte 32<br><font color='#ffffff' size='2'>1993</font> - Rotterdam, Guido io vorrei....., Istituto Italiano di Cultura<br><font color='#ffffff' size='2'>1994</font> - Messina, Artisti al Museo, Teatro Vittorio Emanuele<br><font color='#ffffff' size='2'>1994</font> - Sciacca (Agrigento), Mediterranea - Aspetti dell'Arte Siciliana, Convento di S.Francesco<br><font color='#ffffff' size='2'>1994</font> - Suzzara (Mantova), Le Forme del Visibile - XXXIV Premio Suzzara, Galleria Civica d'Arte Contemporanea<br><font color='#ffffff' size='2'>1994</font> - Trieste, Natura Morta, Galleria d'Arte 3<br><font color='#ffffff' size='2'>1994</font> - Vasto (Chieti), L'Arte Italiana nell'ultimo mezzo Secolo - XXVII Premio Vasto<br><font color='#ffffff' size='2'>1995</font> - Bari, Expo Arte, Galleria il Sagittario<br><font color='#ffffff' size='2'>1995</font> - Messina, 25 Artisti per un mito: Cola Pesce, Galleria Il Sagittario<br><font color='#ffffff' size='2'>1995</font> - Parigi, Jardins d'Eté, Galerie Alain Blondel<br><font color='#ffffff' size='2'>1995</font> - Roma, Dal Corpo al Corpo, Università La Sapienza<br><font color='#ffffff' size='2'>1995</font> - Roma, Giocattoli, Galleria Don Chisciotte<br><font color='#ffffff' size='2'>1995</font> - Suzzara (Mantova), Il lavoro dell'Arte - XXXV Premio Suzzara, Galleria Civica d'Arte Contemporanea<br><font color='#ffffff' size='2'>1996</font> - Bologna, Pitture: il Sentimento e la Forma, Le Arti - Spazio Lanzi<br><font color='#ffffff' size='2'>1996</font> - Lucca, Della Leggerezza, Palazzo Ducale<br><font color='#ffffff' size='2'>1996</font> - Treviso, Pitture: il Sentimento e la Forma, Casa dei Carraresi<br><font color='#ffffff' size='2'>1997</font> - Catania, Pitture: il Sentimento e la Forma, Castello Ursino<br><font color='#ffffff' size='2'>1997</font> - Comiso (Ragusa), Pitture: il Sentimento e la Forma, Galleria degli Archi e Foyer del Teatro<br><font color='#ffffff' size='2'>1997</font> - Messina, Artefiera, Galleria Basile e Galleria il Sagittario<br><font color='#ffffff' size='2'>1997</font> - Messina, Fata Morgana, Galleria il Sagittario<br><font color='#ffffff' size='2'>1997</font> - Palermo, Artefiera, Galleria Basile<br><font color='#ffffff' size='2'>1997</font> - Racalmuto (Agrigento), Omaggio a Leonardo Sciascia, Fondazione Sciascia<br><font color='#ffffff' size='2'>1997</font> - Roma, Arte a Roma, Ex Mattatoio<br><font color='#ffffff' size='2'>1997</font> - Roma, I Buddenbrook e Roma. Cento anni 1897/1997, Galleria Don Chisciotte<br><font color='#ffffff' size='2'>1998</font> - Conegliano (Treviso), Una donazione per un nuovo Museo, Palazzo Sarcinelli<br><font color='#ffffff' size='2'>1998</font> - Giulianova (Teramo), Nel segno dell'immagine, Museo d'Arte dello Splendore<br><font color='#ffffff' size='2'>1998</font> - Il Cairo, Palme d'Autore, Istituto Italiano di Cultura<br><font color='#ffffff' size='2'>1998</font> - Roma, L'Isola Dipinta 1948-1988. Sicilia Cinquant'anni di natura e paesaggio, Complesso del Vittoriano Museo del Risorgimento<br><font color='#ffffff' size='2'>1998</font> - Roma, La Sicilia è un arcipelago, Acquario Romano<br><font color='#ffffff' size='2'>1998</font> - Scicli (Ragusa), Collettiva di Primavera, Galleria l'Androne<br><font color='#ffffff' size='2'>1998</font> - Torino, Artissima, Galleria Manini Arte<br><font color='#ffffff' size='2'>1999</font> - Roma, XIII Quadriennale d'Arte, Palazzo delle Esposizioni<br><font color='#ffffff' size='2'>1999</font> - Roma, La pittura ritrovata 1978-1998 - Vent'anni di riallacciamento alla pitttura d'immagine, Complesso del Vittoriano Museo del Risorgimento<br><font color='#ffffff' size='2'>1999</font> - Bologna, Il mondo di Paracelso, Paracelso Arte Contemporanea<br><font color='#ffffff' size='2'>1999</font> - Enna, Omaggio a Francesco Lanza, Galleria Civica d'Arte Moderna<br><font color='#ffffff' size='2'>1999</font> - Messina, Il mare e i suoi colori, Galleria il Sagittario<br><font color='#ffffff' size='2'>1999</font> – Mezzolombardo (TN), Segni d'acqua, Patrizia Buonanno Arte Contemporanea<br><font color='#ffffff' size='2'>1999</font> - Milano, De Metaphisica, Galleria Appiani Arte 32<br><font color='#ffffff' size='2'>1999</font> - Racalmuto, Leonardo Sciascia e la bella Pittura, Fondazione Sciascia<br><font color='#ffffff' size='2'>1999</font> - Viareggio, Omaggio a Puccini, Comune di Viareggio<br><font color='#ffffff' size='2'>2000</font> - Bologna, Arte Fiera, Galleria Basile<br><font color='#ffffff' size='2'>2000</font> - Il Cairo, Triennale Internazionale dell'Incisione<br><font color='#ffffff' size='2'>2000</font> - Firenze, Attualità della tradizione, incisori per il Bisonte, Museo Marino Marini<br><font color='#ffffff' size='2'>2000</font> - Messina, Scilla e Cariddi, mito e arte, Galleria il Sagittario<br><font color='#ffffff' size='2'>2000</font> - Modica, V° Rassegna internazionale della Calcografia Contemporanea, Palazzo Polara<br><font color='#ffffff' size='2'>2000</font> - Naro, Segni grafici dal Seicento ad oggi, Museo dell'Incisione<br><font color='#ffffff' size='2'>2000</font> - Palermo, Leonardo Sciascia e la bella Pittura, Villa Malfitano - Fondazione Withaker<br><font color='#ffffff' size='2'>2000</font> - Palermo, Palermo, Galleria Sessantuno<br><font color='#ffffff' size='2'>2000</font> - Pavia, Rassegna di Arte Contemporanea per l’AMPO “MAC 2000”, Complesso di Santa Maria Gualtieri<br><font color='#ffffff' size='2'>2000</font> - Roma, Che bella (la) Figura!, Galleria Studio S Arte Contemporanea<br><font color='#ffffff' size='2'>2000</font> - Roma, Paesaggio, Galleria Studio S Arte Contemporanea<br><font color='#ffffff' size='2'>2000</font> - Scicli, Testimonianze 2000, Galleria L’Androne<br><font color='#ffffff' size='2'>2001</font> - Colonia, Pittura d’immagine, Inter Art Galerie Reich<br><font color='#ffffff' size='2'>2001</font> - Il Cairo, VIII Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea<br><font color='#ffffff' size='2'>2001</font> - Roma, Padiglione Italiano della VIII Biennale del Cairo, Accademia d'Egitto<br><font color='#ffffff' size='2'>2001</font> - Roma, Un ponte sul Mediterraneo, Galleria Studio S Arte Contemporanea<br><font color='#ffffff' size='2'>2001</font> – Sulmona, XVIII Premio Sulmona<br><font color='#ffffff' size='2'>2002</font> - Roma, Per Cleopatra, Accademia d'Egitto e Galleria Studio S Arte Contemporanea<br><font color='#ffffff' size='2'>2002</font> - Francavilla al mare (CH), LIII edizione del Premio Michetti: Italia - Argentina<br><font color='#ffffff' size='2'>2002</font> - Roma, L’uomo e la sua dimensione religiosa in Europa, Braccio di Carlo Magno - Vaticano<br><font color='#ffffff' size='2'>2002</font> - Castellarano, L’inconscia metafora dell’acqua, Galleria Comunale La Rocchetta<br><font color='#ffffff' size='2'>2003</font> - Alessandria d’Egitto, Per Cleopatra, Center of Art<br><font color='#ffffff' size='2'>2003</font> - Il Cairo, Per Cleopatra, Akhnatoon Center of Art<br><font color='#ffffff' size='2'>2003</font> - Scicli, Galleria L’Androne<br><font color='#ffffff' size='2'>2003</font> - Tropea, Evocazione dell’anima, Palazzo del Turismo<br><font color='#ffffff' size='2'>2003</font> - Roma, Prova d’autore, Galleria Il Quadrato di Omega<br><font color='#ffffff' size='2'>2003</font> - Gala di Barcellona, “Aspetti della figurazione in Italia”, X Esposizione Nazionale d’Arte “Artisti per Epicentro, Museo Epicentro<br><font color='#ffffff' size='2'>2003</font> - Minsk, , Novecento Siciliano, National Museum Belarussian History and Culture<br><font color='#ffffff' size='2'>2003</font> - Mosca, Novecento Siciliano, Museo dell’Accademia delle Arti<br><font color='#ffffff' size='2'>2004</font> - Palermo, Novecento Siciliano, Palazzo dei Normanni<br><font color='#ffffff' size='2'>2004</font> - Campobasso, Biennale dell’incisione, Pinacoteca Comunale<br><font color='#ffffff' size='2'>2004</font> - Barcellona, Novecento Siciliano, Museu Maritim Drassanes Reials<br><font color='#ffffff' size='2'>2004</font> - Roma, Salone di Maggio, Complesso del Vittoriano<br><font color='#ffffff' size='2'>2004</font> - San Sepolcro, Da De Chirico a Ferroni. La resistenza della pittura, Museo Civico e Galleria La Loggia<br><font color='#ffffff' size='2'>2004</font> - Comiso, Lo sguardo italiano. Ventidue artisti per Bufalino, Fondazione Gesualdo Bufalino -  Foier Teatro Naselli<br><font color='#ffffff' size='2'>2004</font> - Palermo, Palermo la Sicilia e gli arabi, Loggiato di San Bartolomeo<br><font color='#ffffff' size='2'>2005</font> - Roma, Salone di maggio, Complesso del Vittoriano<br><font color='#ffffff' size='2'>2005</font> - Palermo, Di sguardi, di luoghi. Di ombre, Galleria Elle Arte<br><font color='#ffffff' size='2'>2006</font> - Roma, Prove d’Autore, Vertecchi per l’Arte<br><font color='#ffffff' size='2'>2006</font> - Roma, Salone di maggio, Complesso del Vittoriano<br><font color='#ffffff' size='2'>2006</font> - Roma, Omaggio a Rembrandt, Galleria Ca’ d’Oro<br><font color='#ffffff' size='2'>2006</font> - San Gabriele-Isola del Gran Sasso, XII Biennale d’Arte Sacra<br><font color='#ffffff' size='2'>2006</font> - Sulmona, XXXIII Premio Sulmona<br><font color='#ffffff' size='2'>2006</font>-07 – Palermp, Corale, Galleria Trentasette<br><font color='#ffffff' size='2'>2007</font> - Milano, Antologia della figurazione contemporanea, Galleria Spazio Figurae-Tekne Intenational<br><font color='#ffffff' size='2'>2007</font> - Andria, Hipnos e Thanatos,Galleria Le Muse<br><font color='#ffffff' size='2'>2007</font> - Budapest, Visionari. Reale e fantastico nell’arte contemporanea, Galleria Koller<br><font color='#ffffff' size='2'>2007</font> - L’Aquila,Visioni e illusioni. Il realismo visionario nella pittura italiana moderna e contemporanea, Castello Cinquecentesco<br><font color='#ffffff' size='2'>2007</font> - Milano, Arte italiana 1968-2007, Palazzo Reale<br><font color='#ffffff' size='2'>2007</font> - Tornareccio (CH), Un mosaico per Tornareccio (primo premio)<br><font color='#ffffff' size='2'>2007</font> - Erice (TP), Nuova collezione, Galleria Civica di Arte Contemporanea<br><font color='#ffffff' size='2'>2007</font> - Parigi, Ore Expo, Galleria Koller (Budapest)<br><font color='#ffffff' size='2'>2007</font> – Roma, Nove artisti per Don Chisciotte, Galleria Don Chisciotte</div>";

messages[54] = "<div id='divJava'><font color='#ffffff' size='2'>1973</font> - Mazara del Vallo, Locali del Comune<br><font color='#ffffff' size='2'>1973</font> - Palermo, Galleria C.F.T,(R. Certa, D. Tumminello)<br><font color='#ffffff' size='2'>1976</font> - Firenze, Galleria La Stufa, (E. Natali)<br><font color='#ffffff' size='2'>1982</font> - Sesto Fiorentino, Galleria La Soffitta, (R. Federici)<br><font color='#ffffff' size='2'>1984</font> - Saponara (ME), Biblioteca-Pinacoteca Comunale, (L. Barbera)<br><font color='#ffffff' size='2'>1985</font> - Firenze, Galleria Il Ponte, (G. Nicoletti)<br><font color='#ffffff' size='2'>1985</font> - Roma, Galleria Incontro d’Arte (B. Caruso, M. Venturoli)<br><font color='#ffffff' size='2'>1985</font> - Brescia,  Galleria Il Segno Contemporaneo<br><font color='#ffffff' size='2'>1986</font> - Palermo, Galleria La Tavolozza, (B. Caruso)<br><font color='#ffffff' size='2'></font>1987 - Roma, Galleria Incontro d’Arte, (M. Venturoli)<br><font color='#ffffff' size='2'>1989</font> - Milano, Galleria Jannone, (L. Sciascia, V. Sgarbi)<br><font color='#ffffff' size='2'>1989</font> - Palermo, Galleria La Tavolozza, ( V. Sgarbi)<br><font color='#ffffff' size='2'>1991</font> - Aosta, Tour Fromage, Le stanze inquiete, mostra antologica a cura di M. Fagiolo dell’Arco con testo di Janus<br><font color='#ffffff' size='2'>1992</font> - Genova, Galleria Devoto<br><font color='#ffffff' size='2'>1992</font> - Milano, Galleria Appiani Arte 32, (da M. Fagiolo dell’Arco)<br><font color='#ffffff' size='2'>1992</font> - Piacenza, Galleria Il Cenacolo<br><font color='#ffffff' size='2'>1992</font> – Trieste, Galleria Arte Tre<br><font color='#ffffff' size='2'>1993</font> - Palermo, Galleria La Tavolozza (da C. Sofia, G. Soavi, M. Fagiolo dell’Arco)<br><font color='#ffffff' size='2'>1993</font> - Ferrara, Palazzo dei Diamanti, mostra antologica, con testi di  M. Fagiolo dell’Arco e C Vivaldi<br><font color='#ffffff' size='2'>1993</font> - Messina, Galleria Il Sagittario,(G. Giordano)<br><font color='#ffffff' size='2'>1993</font> - Brindisi, Galleria Il Tempietto, (M. Guastella)<br><font color='#ffffff' size='2'>1993</font> - Torino, Artissima, Galleria Il Sagittario<br><font color='#ffffff' size='2'>1995</font> - Bologna, Artefiera, Galleria Appiani Arte 32<br><font color='#ffffff' size='2'>1995</font> - Roma, Argam ’95, Galleria Andrè<br><font color='#ffffff' size='2'>1996</font> - Milano, Galleria Appiani Arte 32, (M. Di Capua)<br><font color='#ffffff' size='2'>1996</font> - Piacenza, Galleria Il Cenacolo, (S. Fugazza)<br><font color='#ffffff' size='2'>1996</font> - Comiso, Galleria degli Archi, (M. Onofri)<br><font color='#ffffff' size='2'>1997</font> - Treviso, Casa dei Carraresi, mostra antologica a cura di M. Goldin, con G. Giuffrè, C. Strinati, M. Onofri, L. Burzotta<br><font color='#ffffff' size='2'>1998</font> - Roma, Galleria Studio S<br><font color='#ffffff' size='2'>1998</font> - Scicli, Palazzo Spadaro, mostra antologica, (P. Nifosì)<br><font color='#ffffff' size='2'>1998</font> - Brindisi, Galleria Il Tempietto,( M. Di Capua)<br><font color='#ffffff' size='2'>1998</font> - Torino, Galleria Manini Arte, (Janus)<br><font color='#ffffff' size='2'>1999</font> - Bologna, Artefiera, Galleria Basile<br><font color='#ffffff' size='2'>1999</font> - Colonia (D), Inter Art Galerie Reich, (da M. Fagiolo dell’Arco)<br><font color='#ffffff' size='2'>2000</font> - Utrecht (N), Contemporary Art Center<br><font color='#ffffff' size='2'>2001</font> - Palermo, Galleria Trentasette, (A. Gerbino)<br><font color='#ffffff' size='2'>2001</font> - Messina, Galleria Il Sagittario, (M. T. Benedetti, P. Venuto)<br><font color='#ffffff' size='2'>2001</font> - Roma, Galleria Studio S, (M. T. Benedetti)<br><font color='#ffffff' size='2'>2002</font> - Bologna, Artefiera, Galleria Trentasette<br><font color='#ffffff' size='2'>2002</font> - Bologna, Galleria Stefano Forni<br><font color='#ffffff' size='2'>2002</font> - Mazara del Vallo, Palazzo del Seminario, mostra antologica a cura di M. Fagiolo dell’Arco, con testi di G. Soavi, A. Cusumano, N. De Vita<br><font color='#ffffff' size='2'>2004</font> - Roma, Complesso del Vittoriano, mostra antologica a cura di C Strinati,con testi di G. Faccenda, M. Fagiolo dell’Arco, A. Cusumano, N. De Vita, M. T. Benedetti<br><font color='#ffffff' size='2'>2004</font> - Arezzo, Museo Civico d’Arte Moderna e Contemporanea, Sala Sant’Ignazio, mostra antologica a cura di G. Faccenda<br><font color='#ffffff' size='2'>2005</font> - Brindisi, Galleria Il Tempietto, con testo di A. R. Brizzi<br><font color='#ffffff' size='2'>2005</font> - Palermo, Loggiato di San Bartolomeo, con testo di A. Gerbino<br><font color='#ffffff' size='2'>2006</font> - Teramo, Studio Forlenza, con testo di M. C. Ricciardi<br><font color='#ffffff' size='2'>2007</font> - Marsala, Convento del Carmine, a cura di G. Giuffr</div>";

messages[55] = "<table border='0' cellspacing='0' cellpadding='0'><tr><td width='13' rowspan='7'><img src='images/spacer.gif' width='13' height='41'></td><td width='192'><img src='images/mostre/Apparizione---San-Giovanni-.jpg' width='77' height='63'></td><td width='13' rowspan='7'><img src='images/spacer.gif' width='13' height='41'></td><td width='202'>Apparizione - San Giovanni in Laterano, 2007 </td></tr><tr><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td><img src='images/mostre/LO_SGUARDO_DI_MEDUSA_SMALL.jpg' width='67' height='98'></td><td valign='middle'>Lo sguardo di Medusa, 2001</td></tr><tr><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td><img src='images/mostre/Trapani_small.jpg' width='51' height='100'></td><td valign='middle'>Trapani, 2006</td></tr><tr><td>&nbsp;</td><td>&nbsp;</td></tr><tr><td><img src='images/mostre/GRANDE_FINESTRA_ORIZZONTALE.jpg' width='192' height='92'></td><td>Grande finestra, 2003</td></tr></table>";
/********************************************************************************
Non devi cambiare niente qui sotto
********************************************************************************/

// Costruttore dell'oggetto ChangeText
function makeChangeTextObj(obj){
   	this.css = bw.dom? document.getElementById(obj).style: bw.ie4? document.all[obj].style: bw.ns4? document.layers[obj]: 0;	
   	this.writeref = bw.dom? document.getElementById(obj): bw.ie4? document.all[obj]: bw.ns4? document.layers[obj].document: 0;	
	this.writeIt = b_writeIt;					
}
function b_writeIt(text,num){
	if (bw.ns4){
		this.writeref.write(text);
		this.writeref.close();
	}
    else this.writeref.innerHTML = messages[num];
}

// La funzione mouoseover. Chiama il metodo writeIt per scrivere il testo nel div.
function changeText(num){
	if(bw.bw) oMessage.writeIt('<table width="'+msgWidth+'" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"><tr><td><span style="font-size:'+msgFontSize+'px; font-family:'+msgFont+'; color:'+msgFontColor+'">'+messages[num]+'</span></td></tr></table>', num);
}

// La funzione init. Chiama l'oggetto costruttore e inizializza alcune proprietà.
function changeTextInit(){
	// Fissa il controllo del browser per opera... può essere rimosso se il controllo del browser viene aggiornato!!
	bw.opera5 = (navigator.userAgent.indexOf("Opera") > -1 && document.getElementById)? true: false;
	if (bw.opera5) bw.ns6 = 0;
	
	oMessage = new makeChangeTextObj('divMessage')
	oLinks = new makeChangeTextObj('divLinks')
	// Imposta lo stile del layer di testo.
	if(bw.dom || bw.ie4){
		with(oMessage.writeref.style){fontFamily=msgFont; fontSize=msgFontSize+"px"; color=msgFontColor}
	}
	// Entrambi i layers sono nascosti per default per impedire che gli utenti, passando il mouse su di essi mentre la pagina si sta caricando, generino errori.
	oMessage.css.visibility = "visible";
	oLinks.css.visibility = "visible";
}

// Se il browser è ok, la funzione init è chiamata al caricamento della pagina. 
if (bw.bw) onload = changeTextInit;

//-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


