Reflets et Lumières
Giuseppe Modica

Galerie Sifrein - Paris

Labirinto-Atelier,2013trittico,olio tele cm.180x350

INAUGURAZIONE:
Venerdì 27 Marzo ore 17.00-21.00

DURATA DELLA MOSTRA:
28 Marzo 2015– 31 Maggio 2015

ORARI:
dal martedì al sabato: ore 15.00-19.00

INDIRIZZO:
10, Rue Lavoisier 75008 Paris

INFORMAZIONI:
Tel.0033(0)1 45633114 - www.sifrein.com

GLI ARTISTI IN MOSTRA:
Giuseppe Modica

CONTATTI:
info@giuseppemodica.com
beppemodica@gmail.com

Reflets et Lumières
mostra personale di Giuseppe Modica

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nell'atelier 2014 olio tela 100x70 Bienn.Venezia Melanconia-frammenti,2011 trittico olio tavola,150x225.(BR)
atelier melanconia,2007 olio tela 100x80(MR) Vanitas-2007-olio-su-tela-cm-100x80

COMUNICATO STAMPA
Reflets et Lumières

mostra personale di Giuseppe Modica
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La Melanconia metafisica di Giuseppe Modica approda a Parigi alla Galerie Sifrein con una selezione di 23 opere (dipinti, acquarelli, disegni) tra le più rappresentative dal 2007 al 2014.

La mostra si avvale del saggio critico, scritto per l’occasione, del noto studioso delle avanguardie storiche internazionali Giovanni Lista.

Giuseppe Modica, autore nel pieno della maturità, già ampiamente studiato ed apprezzato da storici dell’arte come Maurizio Fagiolo dell’Arco, Claudio Strinati, Vittorio Sgarbi, Guido Giuffrè, Gabriele Simongini, Marco di Capua, Roberto Gramiccia, Francesco Gallo, Sergio Troisi e da letterati del calibro di Leonardo Sciascia, Antonio Tabucchi, Giorgio Soavi e Massimo Onofri è pittore appartato e di “nicchia”tra i più significativi della scena artistica contemporanea.

Artista di luce e di memoria è singolare protagonista di una ricerca pittorica di armonici contrappunti e di felice circolarità che coniuga superficie e profondità spazio fisico fenomenico del qui presente e spazio illusorio della rappresentazione. Una pittura nuova, di lenta sedimentazione che ci riconcilia con la bellezza, la contemplazione e la meditazione. Una ricerca la sua che traendo origine dal quattrocento(Piero della Francesca, Luca Pacioli e la divina proporzione) giunge, attraverso Seurat, fino al Novecento percorrendolo e restituendoci nel presente contemporaneo una inedita e misteriosa avventura di spazio-colore-luce.

Nelle opere qui esposte si coglie l’essenza di una particolare visionarietà che è sì concreta e fisica ma nel contempo anche invisibile, indicibile ed immaginaria.
Il non detto, la sospensione enigmatica, la visione-apparizione tra memoria ed immaginazione sono strutture ricorrenti e costanti del pensiero visivo dell’artista.

La Melanconia-Frammenti di Modica, pur essendo un esplicito omaggio alla straordinaria incisione di Durer, viene però a calarsi vestita di blu cobalto ed oltremare, nei luoghi mitici della mediterraneità, della Magna Grecia cari alla memoria autobiografica dell’artista dove il rigore matematico e costruttivo della geometria, di classica ascendenza, genera ritmo ed armonia e fa da contrappunto ad un oltre imprendibile, magico ed ineffabile di eros di aria di luce.